Avvocati, primo sì alla riforma dell’ordinamento forense
Pubblicato il 08 maggio 2026
In questo articolo:
- A che punto è il disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento forense
- Obiettivi della delega per la riforma dell’ordinamento forense
- Le principali novità previste dal disegno di legge
- Attività riservate e tutela del segreto professionale
- Compenso professionale ed esercizio della professione
- Formazione continua e specializzazioni forensi
- Tirocinio ed esame di Stato
- Ordinamento disciplinare e Consigli distrettuali di disciplina
- Le posizioni emerse nel dibattito parlamentare
- Il ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato
- I prossimi passaggi della riforma dell’ordinamento forense
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La II Commissione Giustizia della Camera ha concluso, il 7 maggio 2026, l’esame in sede referente del disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento forense, conferendo ai relatori il mandato a riferire favorevolmente all’Assemblea.
Il provvedimento sarà esaminato dall’Aula a partire dall’11 maggio 2026.
La riforma mira a modernizzare la disciplina dell’avvocatura attraverso una legge delega che attribuisce al Governo il compito di adottare i decreti legislativi attuativi. Tra gli obiettivi principali figurano l’aggiornamento dell’ordinamento professionale, il rafforzamento del ruolo dell’avvocato e la revisione del sistema disciplinare, formativo e ordinistico.
A che punto è il disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento forense
Dopo il via libera della II Commissione Giustizia, il disegno di legge entra ora nella fase decisiva dell’iter parlamentare con l’avvio dell’esame in Assemblea previsto per l’11 maggio 2026.
Nel corso dell’istruttoria parlamentare il testo ha ottenuto i pareri favorevoli delle Commissioni competenti, mentre il Comitato per la legislazione ha formulato osservazioni tecniche sul contenuto della delega.
La fase parlamentare successiva potrà incidere su alcuni profili ancora oggetto di confronto politico e tecnico, tra cui disciplina professionale, attività riservate e sistema ordinistico.
Obiettivi della delega per la riforma dell’ordinamento forense
Tra gli obiettivi del disegno di legge figura il riordino organico della professione di avvocato, attraverso la revisione dell’attuale disciplina professionale e l’adeguamento dell’ordinamento alle trasformazioni del mercato legale.
La delega interviene su accesso alla professione, formazione, esercizio dell’attività e organizzazione ordinistica. La riforma riguarda inoltre la disciplina delle incompatibilità professionali, con l’obiettivo di aggiornare l’attuale assetto regolatorio alle nuove modalità di esercizio della professione.
Il testo rafforza inoltre il ruolo costituzionale dell’avvocato quale soggetto essenziale per l’effettività del diritto di difesa, valorizzando i principi di autonomia, indipendenza e libertà dell’avvocatura.
Le principali novità previste dal disegno di legge
Attività riservate e tutela del segreto professionale
Tra gli interventi più rilevanti della riforma dell’ordinamento forense figura la revisione della disciplina delle attività riservate agli avvocati, con l’obiettivo di chiarire l’ambito delle prestazioni professionali sottoposte a riserva legale.
Nel corso dell’esame parlamentare è stato inoltre precisato che le attività di consulenza restano escluse nei casi in cui specifiche competenze siano attribuite dalla legge ad altre professioni regolamentate, al fine di coordinare la tutela dell’avvocatura con i principi di concorrenza.
Particolare attenzione viene riservata anche alla protezione del segreto professionale e della riservatezza del rapporto tra avvocato e assistito. La delega richiama inoltre il principio della personalità dell’incarico professionale anche nell’ambito delle società tra avvocati, rafforzando le garanzie connesse al rapporto fiduciario e all’effettività del diritto di difesa.
Compenso professionale ed esercizio della professione
Il disegno di legge delega prevede inoltre criteri direttivi in materia di equo compenso e disciplina dell’esercizio della professione forense.
La riforma punta a rafforzare le tutele economiche dell’avvocato, valorizzando il principio della proporzionalità del compenso rispetto alla prestazione resa.
Parallelamente, vengono disciplinate le diverse modalità di esercizio dell’attività professionale, sia in forma individuale sia mediante associazioni professionali, società tra avvocati e reti professionali.
Formazione continua e specializzazioni forensi
La delega interviene sul sistema della formazione continua e sulla disciplina delle specializzazioni forensi, prevedendo una revisione dei percorsi di aggiornamento professionale e dei criteri di qualificazione delle competenze.
L’obiettivo è adeguare la preparazione dell’avvocatura all’evoluzione del mercato legale, alla crescente complessità delle materie trattate e alle nuove esigenze professionali. In questa prospettiva, la riforma valorizza il ruolo della formazione specialistica quale strumento di qualità della prestazione professionale e di rafforzamento delle competenze dell’avvocato.
Tirocinio ed esame di Stato
Ulteriori disposizioni riguardano il praticantato forense e l’accesso alla professione di avvocato.
Il testo mira a riordinare il tirocinio e le modalità dell’esame di Stato, introducendo criteri diretti a rendere più omogeneo e qualificato il percorso di accesso all’avvocatura. Nel corso del dibattito parlamentare è stata inoltre evidenziata l’esigenza di rafforzare le tutele per i giovani avvocati e di rendere più sostenibile il percorso di ingresso nella professione.
Ordinamento disciplinare e Consigli distrettuali di disciplina
La separazione tra funzione amministrativa e disciplinare
Il disegno di legge delega rafforza il sistema disciplinare forense confermando la separazione tra funzioni amministrative dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati e potestà disciplinare attribuita ai Consigli distrettuali di disciplina.
La riforma punta così a consolidare i principi di autonomia, imparzialità e terzietà dell’organo disciplinare, valorizzando il ruolo dei CDD nell’ambito dell’ordinamento forense.
L’emendamento approvato dalla Commissione
Nel corso dell’esame in Commissione è stato approvato un emendamento all’articolo 2, comma 1, lettera q), numero 3), che sostituisce il riferimento al “consiglio dell’ordine” con il “consiglio distrettuale di disciplina avente sede nel capoluogo del distretto in cui ricade l’ordine”. La modifica chiarisce quindi la competenza territoriale dell’organo disciplinare competente.
Le posizioni emerse nel dibattito parlamentare
Nel corso dell’esame parlamentare, le opposizioni hanno criticato la scelta del Governo di ricorrere a una legge delega, ritenendo ridotto il coinvolgimento diretto del Parlamento e segnalando il rischio di “deleghe in bianco”.
Nel dibattito sono inoltre emerse richieste di ulteriori interventi su temi ritenuti strategici per il futuro dell’avvocatura, tra cui l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella professione forense, la riforma fiscale e previdenziale degli avvocati, il calo delle iscrizioni agli albi e il sostegno alle forme associative.
Il ruolo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato
Nel corso dell’esame parlamentare, alcuni emendamenti dei relatori hanno recepito i rilievi formulati dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, in particolare sulla disciplina delle attività riservate agli avvocati.
Il confronto con l’AGCM ha inciso sul testo della delega, rafforzando il coordinamento tra tutela della professione forense e principi concorrenziali. Tali profili potrebbero assumere rilievo anche nella successiva fase di attuazione della riforma attraverso i decreti legislativi delegati.
I prossimi passaggi della riforma dell’ordinamento forense
Il disegno di legge delega sulla riforma dell’ordinamento forense passa ora all’esame dell’Assemblea della Camera, dove potranno essere presentati nuovi emendamenti e potrà proseguire il confronto politico sui principali contenuti della delega. Successivamente, il testo dovrà completare l’iter parlamentare prima dell’adozione dei decreti legislativi attuativi.
La delega attribuisce infatti al Governo il compito di adottare uno o più decreti legislativi di riforma dell’ordinamento forense entro i termini previsti dalla legge, con il coinvolgimento del Consiglio Nazionale Forense nei passaggi consultivi.
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