Fine-vita, il medico non è vincolato

Pubblicato il 27 marzo 2009

Il Senato ha dato ieri il via libera al Ddl Calabrò sul testamento biologico, disegno che passerà ora al vaglio della Camera. Nel testo si prevede che la “Dat”, dichiarazione anticipata di trattamento, sarà redatta in forma scritta da persona pienamente capace di intendere e volere, avrà una validità di 5 anni e verrà conservata in un apposito registro. Grazie a questo strumento i cittadini potranno esprimere il proprio orientamento su terapie e trattamenti di fine vita in previsione di un'eventuale perdita della capacità di intendere e volere senza, però, poter inserite indicazioni finalizzate all'eutanasia, sia attiva che omissiva, o relative ad alimentazione o idratazione. A seguito dell'approvazione di un emendamento dell'Udc, inoltre, si prevede che il medico curante, sentito il fiduciario, prenderà in considerazione queste dichiarazioni senza, però, esserne vincolato e comunque in applicazione del principio dell'inviolabilità della vita e della tutela della salute.

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