G20, ok al piano Beps contro l'evasione fiscale internazionale

Pubblicato il 10 ottobre 2015

Il pacchetto di misure Beps (erosione della base imponibile e spostamento dei profitti), elaborato dall'Ocse al fine di contrastare l'evasione fiscale internazionale da parte delle multinazionali, ha ottenuto il via libera (il 9 ottobre 2015) da parte dei ministri delle Finanze del G20, riuniti a Lima.

Il Piano di misure antievasione, che si articola su 15 aree di intervento, ha come finalità principale quella di contrastare una perdita di entrate fiscali stimata in 100-240 miliardi di dollari l'anno, fra il 4 e il 10% delle entrate derivanti dalla tassazione sulle imprese.

Con l'ok del G20, i Paesi aderenti si sono detti pronti ad una rapida implementazione delle 15 aree di intervento, al fine di ricreare la fiducia dei cittadini dato che “chi paga le tasse, non può vedere che imprese di grandissime dimensioni riescono a eluderle”.

Action 1 – digital economy

Alcune azioni per essere attuate necessitano di tempi piuttosto lunghi, come quelli che si rendono necessari per ratificare un accordo multilaterale o una nuova negoziazione dei Trattati contro la doppia imposizione (esempio: “Action 2” sulla neutralizzazione degli effetti fiscali derivanti da strumenti ibridi). Altre delle 15 azioni del pacchetto Beps, invece, non necessitano della rivisitazione dei trattati, ma rappresentano il riferimento normativo per le legislazioni nazionali e per l’interpretazione coordinata delle policy di transfer pricing (“Action 1” sulla digital economy).

Uno dei principali campi di azione del pacchetto Beps è quello di arrivare ad una efficace pianificazione fiscale dell'economia digitale delle multinazionali, che finora ha portato ad una consistente perdita di gettito fiscale.

Il piano Beps facilita la voluntary disclosure

Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha affermato che il piano Ocse approvato dal G20 sulla fiscalità rappresenta una “pietra miliare nella cooperazione internazionale”, dato che proprio il sistema di scambio automatico di dati fiscali su cui poggia “sta anche offrendo ai singoli paesi l’opportunità di costruire migliori relazioni con i loro contribuenti”.

In Italia, un segnale evidente è arrivato con l'adesione alla voluntary disclosure, “dove stiamo vedendo risultati tangibili che prima, senza il drastico cambiamento sui sistemi di scambio automatico di dati reso possibile dal programma Beps dell’Ocse, non sarebbe stato possibile avere”.

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