Genitori senza mascherina né distanziamento? Esclusione dei figli dall’asilo

Pubblicato il 30 settembre 2021

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l'Emilia-Romagna, con ordinanza n. 444 del 28 settembre 2021, ha respinto la domanda cautelare avanzata dai genitori di due minori contro i provvedimenti con cui il Comune di Modena aveva escluso i figli, rispettivamente, dalla scuola d’infanzia e dall’asilo nido.

Le esclusioni erano motivate dalla violazione del “patto di responsabilità reciproca” specificatamente sottoscritto dai ricorrenti unitamente alla Direttrice, alle educatrici e collaboratrici scolastiche, patto che impegnava le parti ad adottare comportamenti di massima precauzione circa il rischio di contagio.

Esclusione per violazione delle misure di contenimento Covid 

Era risultato che i due genitori ricorrenti avevano violato, in più occasioni, le misure di contenimento del Covid, vale a dire l’utilizzo delle mascherine ed il distanziamento interpersonale anche all’aperto, imposte dal DPCM “pro tempore” vigente.

Nei provvedimenti, l’Ente comunale aveva richiamato la normativa di rango primario, finalizzata al contrasto della pandemia da Coronavirus e, in particolare, il citato DPCM, attuativo del D.L. n. 33/2020.

Il Tar era stato investito dai due genitori, in via cautelare, sulla base dell’asserito riscontro dei requisiti del fumus boni iuris e del periculum in mora che avrebbero legittimato l’annullamento dei provvedimenti in questione.

Domanda cautelare rigettata dal Tar Emilia Romagna

Le esigenze cautelari dagli stessi evidenziate, tuttavia, non sono state favorevolmente apprezzate dal Tribunale amministrativo.

Questo, in considerazione della consapevole violazione, da parte dei ricorrenti, del patto di responsabilità citato il quale, a prescindere dalla sua esatta qualificazione giuridica, appariva ancorato alla tutela di fondamentali e inderogabili valori costituzionali, nonché della prevalenza dell’interesse pubblico al contenimento del contagio nel contesto emergenziale legato al rischio di diffusione della pandemia.

Il tutto, “tenuto anche conto della disponibilità dell’Amministrazione comunale ad assicurare comunque la fruizione dei servizi scolastici in questione”.

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