Il decreto ministeriale n. 180 del 17 dicembre 2025 emanato dal ministero del lavoro si pone come un passaggio molto importante nel processo di regolazione dell’uso dell’Intelligenza Artificiale (IA) nel mondo del lavoro. Con tale provvedimento vengono infatti formalmente adottate le Linee guida per l’implementazione dell’IA nel mondo del lavoro, strumento di indirizzo operativo destinato a imprese, lavoratori e istituzioni, in un contesto normativo in rapida evoluzione a livello europeo e nazionale.
Il decreto si colloca all’interno di un quadro multilivello, nel quale le politiche pubbliche sull’IA sono orientate a coniugare innovazione tecnologica, tutela dei diritti fondamentali e sostenibilità sociale.
Il principale riferimento sovranazionale del decreto ministeriale n. 180/2025 è il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, che costituisce il primo quadro normativo armonizzato dell’Unione europea in materia di Intelligenza Artificiale. L’AI Act introduce un sistema di classificazione dei sistemi di IA basato sul livello di rischio, individuando specifici obblighi per le applicazioni considerate ad alto rischio, tra le quali rientrano numerosi utilizzi in ambito lavorativo, come la selezione del personale, la valutazione delle performance, il monitoraggio dei lavoratori e l’organizzazione delle attività.
Nel contesto occupazionale, l’AI Act impone requisiti stringenti in termini di trasparenza, supervisione umana, gestione dei rischi, qualità dei dati e tracciabilità dei processi decisionali automatizzati. Il decreto ministeriale recepisce e valorizza tale impostazione, ponendo le Linee guida MLPS in una funzione di raccordo tra la disciplina europea e le esigenze applicative del sistema produttivo nazionale.
Accanto all’AI Act, il decreto richiama il più ampio quadro delle politiche europee sull’innovazione digitale, inclusi i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e le strategie UE volte a promuovere un’Intelligenza Artificiale affidabile, etica e antropocentrica. In questo senso, le Linee guida si inseriscono in una logica di accompagnamento e supporto all’attuazione concreta delle regole europee, senza introdurre nuovi obblighi giuridici, ma fornendo criteri interpretativi e indicazioni operative.
Sul piano interno, il decreto ministeriale n. 180/2025 trova il proprio fondamento nella legge 23 settembre 2025, n. 132, recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, primo intervento organico del legislatore italiano in materia di IA, in attuazione e in coerenza con l’AI Act.
Un elemento centrale della legge n. 132/2025 è l’istituzione dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, previsto dall’articolo 12, che assume un ruolo strategico nel monitoraggio degli impatti dell’IA sui rapporti di lavoro, sull’occupazione, sulle competenze e sulle condizioni di lavoro, fungendo da snodo istituzionale tra amministrazioni pubbliche, parti sociali e sistema produttivo.
Il decreto ministeriale attribuisce espressamente all’Osservatorio il compito di curare l’aggiornamento periodico delle Linee guida, riconoscendo la necessità di un approccio dinamico e adattivo, in considerazione della rapida evoluzione tecnologica e normativa. In tal modo, il legislatore e l’amministrazione evitano di cristallizzare regole destinate a diventare rapidamente obsolete, privilegiando invece un modello di regolazione flessibile e progressiva.
Scopo principale, duneuq, del decreto ministeriale n. 180/2025 è promuovere un’adozione consapevole, responsabile e conforme alle normative vigenti dell’Intelligenza Artificiale nei contesti lavorativi. Le Linee guida adottate non hanno carattere prescrittivo né sostituiscono gli obblighi previsti dall’AI Act, dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) o dalla normativa lavoristica nazionale, ma si configurano come uno strumento di supporto interpretativo e operativo.
L’ambito di applicazione del decreto è ampio e riguarda:
La struttura delle Linee guida è articolata in modo sistematico e progressivo, così da accompagnare il lettore dalla comprensione del contesto generale fino alle indicazioni operative.
Il documento si apre con una ricognizione del ruolo crescente dell’IA nel mercato del lavoro e dei principali riferimenti normativi internazionali, europei e nazionali. Successivamente, vengono affrontati i profili applicativi, distinguendo tra:
La funzione principale delle Linee guida è quella di indirizzo e orientamento operativo. Il documento fornisce criteri, esempi, buone pratiche e raccomandazioni che aiutano i destinatari a comprendere come applicare correttamente le norme esistenti e come integrare l’IA nei processi lavorativi in modo conforme ai principi di responsabilità, sicurezza e tutela dei diritti.
In questo senso, le Linee guida svolgono una funzione di raccordo tra il livello normativo astratto e la realtà operativa delle organizzazioni e favoriscono una lettura sistematica dell’AI Act e della normativa nazionale, contribuendo a ridurre il rischio di applicazioni improprie o non consapevoli dell’Intelligenza Artificiale nel lavoro.
Aggiornamento e monitoraggio
Il decreto ministeriale prevede espressamente che le Linee guida siano soggette ad aggiornamento periodico, affidando tale compito all’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, istituito dalla legge n. 132/2025.
La scelta di prevedere un aggiornamento continuo risponde alla necessità di adeguare le indicazioni operative:
Il monitoraggio costante consente inoltre di individuare tempestivamente criticità, rischi emergenti e buone pratiche, rafforzando il ruolo delle Linee guida come strumento dinamico e non statico.
Accanto agli aspetti strutturali e giuridici, il decreto e le Linee guida pongono al centro una serie di princìpi generali che devono orientare l’uso dell’Intelligenza Artificiale nei contesti lavorativi.
Approccio umano-centrico e tutela dei diritti dei lavoratori
Il primo principio cardine è l’approccio umano-centrico: l’IA viene concepita come uno strumento a supporto dell’attività umana e non come un meccanismo sostitutivo del giudizio e della responsabilità delle persone. Le Linee guida ribadiscono che l’adozione dell’IA deve avvenire nel rispetto della dignità del lavoratore, dei diritti fondamentali e delle tutele previste dall’ordinamento.
In particolare, viene sottolineata l’esigenza di proteggere i lavoratori da utilizzi dell’IA che possano incidere in modo sproporzionato su:
L’IA, secondo l’impostazione del MLPS, deve contribuire a migliorare la qualità del lavoro e non a ridurre il lavoratore a un insieme di dati o indicatori numerici.
Trasparenza, supervisione umana e responsabilità
Un ulteriore principio fondamentale riguarda la trasparenza dei sistemi di IA, la supervisione umana e la responsabilità delle decisioni. Le Linee guida chiariscono che i sistemi di Intelligenza Artificiale non devono operare come “scatole nere” incomprensibili o incontestabili.
I lavoratori devono essere informati sull’uso dell’IA nei processi che li riguardano e devono poter comprendere, almeno nei suoi elementi essenziali, il funzionamento dei sistemi impiegati. La supervisione umana è indicata come requisito imprescindibile, soprattutto nei processi decisionali che producono effetti giuridici o significativi sulle persone.
La responsabilità delle decisioni resta in capo ai soggetti umani e alle organizzazioni che adottano l’IA, in coerenza con i principi dell’AI Act e della normativa lavoristica.
Prevenzione di discriminazioni e bias algoritmici
Infine, le Linee guida pongono una forte enfasi sulla prevenzione di discriminazioni e bias algoritmici. L’utilizzo di sistemi di IA basati su dati storici o su modelli statistici può comportare il rischio di riprodurre o amplificare disuguaglianze esistenti.
Il decreto richiama quindi la necessità di:
La prevenzione dei bias non è considerata solo un obbligo giuridico, ma anche un elemento essenziale per garantire fiducia, equità e legittimazione sociale nell’uso dell’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro.
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali viene descritta come un processo graduale e strutturato, che non può essere ridotto alla semplice acquisizione di una tecnologia. Le Linee guida sottolineano che l’IA incide sull’organizzazione del lavoro, sulle competenze richieste, sui modelli decisionali e sulle relazioni tra impresa e lavoratori. Per questo motivo, l’introduzione dell’IA deve essere governata attraverso fasi distinte e coordinate.
Valutazione preliminare e AI Readiness
La prima fase indicata dalle Linee guida è la valutazione preliminare, spesso definita come AI Readiness. In questa fase l’impresa è chiamata a interrogarsi sulla propria reale capacità di adottare sistemi di Intelligenza Artificiale in modo efficace e responsabile.
La valutazione di AI Readiness comprende diversi profili:
Le Linee guida suggeriscono l’utilizzo di strumenti di autovalutazione, checklist e assessment digitali, anche attraverso il supporto di soggetti istituzionali come i Digital Innovation Hub.
Questa fase consente all’impresa di evitare approcci improvvisati e di definire una roadmap realistica e coerente con i propri obiettivi strategici.
Pianificazione strategica e governance dei sistemi IA
Una volta completata la valutazione preliminare, l’adozione dell’IA richiede una pianificazione strategica e la definizione di adeguati modelli di governance dei sistemi di Intelligenza Artificiale. Le Linee guida evidenziano che l’IA deve essere integrata nella strategia aziendale complessiva, evitando iniziative isolate o non coordinate.
In questa fase l’impresa è chiamata a:
La governance dei sistemi di IA assume un rilievo particolare alla luce dell’AI Act, che richiede alle organizzazioni un controllo continuo sui sistemi ad alto rischio. Le Linee guida suggeriscono, ove appropriato, l’istituzione di comitati interni o di funzioni di coordinamento capaci di presidiare gli aspetti tecnici, giuridici ed etici dell’Intelligenza Artificiale.
Sperimentazione, implementazione e scaling
La fase successiva riguarda la sperimentazione dei sistemi di IA attraverso progetti pilota. Le Linee guida raccomandano di testare le soluzioni in contesti circoscritti, così da valutare:
La sperimentazione consente di raccogliere evidenze concrete prima di procedere all’implementazione su larga scala. Una volta verificata l’efficacia del sistema, l’impresa può passare alla fase di implementazione e scaling, estendendo gradualmente l’uso dell’IA ai processi principali.
In questa fase le Linee guida sottolineano l’importanza di:
L’adozione dell’IA viene così configurata come un processo evolutivo, che richiede adattamenti costanti e una gestione attenta del cambiamento organizzativo.
Accanto alle fasi operative, le Linee guida pongono una forte enfasi sulla gestione dei rischi e sulla conformità normativa, considerandole elementi imprescindibili dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale nel lavoro.
Classificazione dei sistemi secondo l’AI Act
Un passaggio chiave riguarda la classificazione dei sistemi di IA secondo l’AI Act. Il Regolamento europeo distingue i sistemi di Intelligenza Artificiale in base al livello di rischio, individuando specifici obblighi per quelli classificati come ad alto rischio. Molte applicazioni in ambito lavorativo rientrano in questa categoria, in quanto incidono direttamente su diritti e opportunità delle persone.
Le Linee guida invitano le imprese a:
Questa attività di classificazione non è un adempimento meramente formale, ma uno strumento essenziale per comprendere l’impatto dei sistemi di IA e prevenire violazioni normative.
Audit etici e supervisione umana
Un ulteriore pilastro della gestione dei rischi è rappresentato dagli audit etici e dalla supervisione umana. Le Linee guida chiariscono che l’uso dell’Intelligenza Artificiale non può essere completamente automatizzato nei processi decisionali che incidono sui lavoratori.
Gli audit etici sono strumenti attraverso i quali l’impresa può valutare:
La supervisione umana, invece, garantisce che le decisioni finali restino sotto il controllo di soggetti responsabili, in grado di intervenire, correggere o contestare le valutazioni automatiche. Questo principio è coerente sia con l’AI Act sia con la normativa lavoristica e sulla protezione dei dati, che limita l’uso di decisioni esclusivamente automatizzate.
Le Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro adottate con decreto ministeriale n. 180 del 17 dicembre 2025 dedicano un’attenzione specifica alle Piccole e Medie Imprese (PMI), riconoscendo che esse rappresentano la struttura portante del sistema produttivo italiano e, al tempo stesso, il segmento più esposto alle criticità connesse alla trasformazione digitale. Considerato che oltre il 99% delle imprese operanti in Italia rientra in questa categoria, l’impatto dell'IA sulle PMI assume infatti una rilevanza strategica sia in termini di competitività del Paese sia di tenuta occupazionale e sociale.
Per le PMI, l’Intelligenza Artificiale rappresenta una leva potenziale di crescita e innovazione. L’adozione di soluzioni basate sull’IA consente, ad esempio, di:
In un contesto caratterizzato da margini ridotti e forte concorrenza, l’IA può quindi contribuire a rafforzare la competitività delle PMI, favorendo l’accesso a mercati più ampi e l’adozione di modelli di business più avanzati.
Accanto alle opportunità, le Linee guida evidenziano tuttavia una serie di criticità ricorrenti. Tra queste rientrano la limitata disponibilità di risorse economiche, la carenza di competenze digitali e la difficoltà di interpretare e applicare correttamente un quadro normativo complesso come quello delineato dall’AI Act. Le PMI rischiano inoltre di subire l’innovazione tecnologica piuttosto che governarla, soprattutto in assenza di strumenti di accompagnamento e supporto istituzionale.
Strumenti di supporto e accompagnamento istituzionale
Proprio per rispondere a tali criticità, le Linee guida valorizzano il ruolo degli strumenti di supporto e accompagnamento istituzionale, concepiti per facilitare l’adozione dell’IA da parte delle PMI in modo graduale e sostenibile.
Tra questi strumenti rientrano le attività di orientamento e assessment offerte dai Digital Innovation Hub e dagli European Digital Innovation Hub, che consentono alle imprese di valutare il proprio livello di maturità digitale e individuare soluzioni tecnologiche adeguate. Le Linee guida richiamano inoltre l’importanza di percorsi di consulenza e accompagnamento operativo, finalizzati a integrare l’IA nei processi aziendali nel rispetto dei principi di sicurezza, trasparenza e tutela dei lavoratori.
L’intervento istituzionale assume quindi una funzione di riduzione del rischio e di supporto alla pianificazione strategica, aiutando le PMI a evitare investimenti inefficaci o non conformi alla normativa.
Accesso a incentivi e misure di sostegno
Un ulteriore elemento centrale per le PMI riguarda l’accesso a incentivi e misure di sostegno economico. Le Linee guida richiamano l’esistenza di strumenti finanziari nazionali ed europei destinati a sostenere la digitalizzazione e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale, con particolare attenzione alle imprese di minori dimensioni.
Tra le misure più rilevanti rientrano i programmi di finanziamento per la transizione digitale, i crediti d’imposta per investimenti in tecnologie innovative e gli incentivi legati alla formazione del personale. L’obiettivo è ridurre le barriere economiche all’ingresso e favorire un’adozione dell’IA che sia accessibile anche alle PMI, evitando un ampliamento del divario tecnologico rispetto alle grandi imprese.
Nel lavoro autonomo, l’IA può rappresentare uno strumento di supporto operativo in numerosi ambiti, come la gestione amministrativa, la creazione di contenuti, l’analisi dei dati e il marketing digitale. Le Linee guida sottolineano come l’IA possa contribuire a migliorare la produttività individuale, consentendo ai professionisti di concentrarsi su attività a maggiore valore aggiunto.
L’uso dell’IA nel lavoro autonomo deve tuttavia avvenire in modo consapevole, tenendo conto delle specificità del rapporto tra professionista e cliente e delle responsabilità che restano in capo alla persona.
Accanto alle opportunità, le Linee guida richiamano l’attenzione sui rischi connessi all’utilizzo dell’IA da parte di lavoratori autonomi e professionisti. Tra questi figurano la dipendenza da piattaforme digitali, la possibile riduzione delle opportunità lavorative in alcuni settori e le incertezze legate alla protezione della proprietà intellettuale.
Il documento sottolinea la necessità di tutelare i diritti dei professionisti, chiarendo i profili di responsabilità e i limiti nell’uso di strumenti di IA generativa. In particolare, viene evidenziata l’importanza di garantire la trasparenza nei confronti dei clienti e di rispettare le norme in materia di diritto d’autore e protezione dei dati.
Per i lavoratori autonomi, la formazione continua rappresenta uno strumento essenziale per rimanere competitivi in un mercato in rapida evoluzione. Le Linee guida incoraggiano l’accesso a percorsi di aggiornamento professionale su competenze digitali e sull’uso responsabile dell’IA, anche attraverso strumenti formativi flessibili e accessibili.
Le Linee guida pongono un forte accento sui concetti di upskilling e reskilling, intesi come strumenti per accompagnare i lavoratori nella transizione digitale. L’upskilling riguarda l’aggiornamento delle competenze esistenti, mentre il reskilling mira alla riqualificazione verso nuovi ruoli professionali meno esposti al rischio di automazione.
Il documento evidenzia che l’adozione dell’IA può comportare la trasformazione di molte mansioni, rendendo essenziale un investimento strutturale nella formazione per evitare fenomeni di esclusione occupazionale.
Oltre allo sviluppo delle competenze tecniche, la formazione è considerata uno strumento fondamentale per garantire la sicurezza e l’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale. Le Linee guida sottolineano l’importanza di sensibilizzare lavoratori e datori di lavoro sui rischi legati a decisioni automatizzate, alla protezione dei dati personali e alla prevenzione di discriminazioni algoritmiche.
Una formazione adeguata consente di rafforzare la consapevolezza dei diritti e degli obblighi connessi all’uso dell’IA, favorendo una gestione più trasparente e controllata dei sistemi intelligenti.
Infine, le Linee guida richiamano le principali iniziative nazionali ed europee volte a promuovere lo sviluppo delle competenze digitali e dell’Intelligenza Artificiale. Tra queste rientrano programmi di finanziamento, partenariati pubblico-privati e strategie europee per le competenze, come il Patto per le Competenze.
Il coordinamento tra politiche nazionali ed europee viene indicato come elemento chiave per garantire un accesso equo alla formazione e per sostenere una transizione digitale inclusiva, nella quale l’Intelligenza Artificiale diventi uno strumento di crescita condivisa e non un fattore di disuguaglianza.
Il decreto e le relative Linee guida per l’implementazione dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro dedicano un’attenzione specifica al tema degli incentivi e dei finanziamenti, riconoscendo che l’adozione dell’Intelligenza Artificiale (IA) non può prescindere da un adeguato supporto economico e istituzionale. In assenza di misure di sostegno, infatti, il rischio è che l’innovazione tecnologica rimanga appannaggio di pochi soggetti strutturati, ampliando il divario tra imprese, territori e lavoratori.
Le Linee guida richiamano il ruolo centrale del ministero del lavoro nell’attivazione e nel coordinamento di misure di sostegno all’adozione dell’IA che tengano conto delle specificità del mercato del lavoro. Tali misure non sono concepite esclusivamente come strumenti di finanziamento tecnologico, ma come leve di politica attiva del lavoro.
In particolare, il MLPS è chiamato a promuovere:
Accanto alle misure di competenza del MLPS, il decreto richiama l’importanza dei programmi europei e degli altri incentivi nazionali dedicati alla trasformazione digitale e all’Intelligenza Artificiale. Il quadro di riferimento è rappresentato, in primo luogo, dalle politiche dell’Unione europea volte a promuovere un’IA affidabile, competitiva e inclusiva.
Tra gli strumenti più rilevanti rientrano i programmi europei per la digitalizzazione, la ricerca e l’innovazione, che finanziano progetti di sviluppo e sperimentazione dell’IA anche in ambito lavorativo. Le Linee guida evidenziano la necessità di favorire l’accesso delle imprese italiane, in particolare delle PMI, a tali programmi, attraverso attività di informazione, assistenza tecnica e semplificazione procedurale.
Sul piano nazionale, il decreto richiama le misure di incentivo già esistenti per la transizione digitale e tecnologica, come i crediti d’imposta per investimenti in beni immateriali, le agevolazioni per la formazione 4.0 e gli strumenti di sostegno alla ricerca industriale. Le Linee guida suggeriscono di integrare tali misure con gli obiettivi di governance dell’IA, promuovendo investimenti che tengano conto non solo dell’efficienza economica, ma anche degli impatti organizzativi e sociali.
Riduzione del divario territoriale e digitale
Un tema trasversale affrontato dalle Linee guida è quello della riduzione del divario territoriale e digitale, considerato un obiettivo strategico delle politiche di incentivo. L’adozione dell’Intelligenza Artificiale rischia infatti di accentuare le disuguaglianze tra territori già caratterizzati da differenti livelli di sviluppo economico e infrastrutturale.
Il decreto sottolinea l’importanza di indirizzare le risorse pubbliche verso:
In questa prospettiva, gli incentivi all’adozione dell’IA vengono concepiti come strumenti di coesione economica e sociale, in linea con gli obiettivi delle politiche europee di sviluppo territoriale. La riduzione del divario digitale diventa così una condizione essenziale per garantire che i benefici dell’Intelligenza Artificiale siano distribuiti in modo equo e sostenibile.
Un elemento qualificante del decreto ministeriale n. 180/2025 è il riconoscimento del ruolo centrale dell’Osservatorio sull’adozione dei sistemi di Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro, istituito dalla legge 23 settembre 2025, n. 132, snodo istituzionale attraverso il quale il Ministero intende garantire un approccio informato, dinamico e basato su evidenze empiriche.
Le Linee guida attribuiscono all’Osservatorio una pluralità di funzioni e compiti, che vanno oltre la semplice attività di studio. In particolare, l’Osservatorio è chiamato a:
L’Osservatorio opera come luogo di confronto tra istituzioni, parti sociali, imprese e mondo accademico, favorendo una visione integrata delle trasformazioni in atto. Questo approccio partecipativo consente di intercettare tempestivamente le criticità e di valorizzare le buone pratiche emergenti.
Uno dei compiti principali dell’Osservatorio riguarda il monitoraggio degli impatti occupazionali e sociali dell’Intelligenza Artificiale. Le Linee guida sottolineano che l’adozione dell’IA può produrre effetti differenziati sui lavoratori, a seconda dei settori, delle qualifiche e dei contesti territoriali.
Il monitoraggio si concentra, in particolare, su:
Attraverso l’analisi di tali elementi, l’Osservatorio contribuisce a fornire una base conoscitiva solida per l’elaborazione di interventi correttivi e di politiche attive del lavoro mirate.
Infine, il decreto ministeriale affida all’Osservatorio il compito di curare l’aggiornamento periodico delle Linee guida. Questa previsione riflette la consapevolezza che l’Intelligenza Artificiale è un ambito in continua evoluzione, nel quale soluzioni tecnologiche, modelli organizzativi e quadro normativo sono destinati a mutare rapidamente.
L’aggiornamento delle Linee guida consente di:
| Ambito | Contenuto principale | Destinatari | Finalità |
|---|---|---|---|
| Quadro normativo | Adozione delle Linee guida MLPS in coerenza con AI Act e legge n. 132/2025 | Imprese, lavoratori, professionisti | Orientare l’uso responsabile dell’IA nel lavoro |
| Natura delle Linee guida | Strumento di soft law, non prescrittivo | Tutti i soggetti coinvolti | Supporto interpretativo e operativo |
| Adozione dell’IA | Valutazione preliminare, governance, sperimentazione e scaling | Imprese, PMI | Integrazione strutturata dell’IA nei processi aziendali |
| Gestione dei rischi | Classificazione dei sistemi IA, audit etici, supervisione umana | Datori di lavoro | Conformità normativa e tutela dei diritti |
| Impatto sulle PMI | Opportunità di efficienza e criticità organizzative | PMI | Riduzione del divario tecnologico |
| Supporto istituzionale | Digital Innovation Hub, accompagnamento operativo | PMI e imprese | Facilitare l’adozione consapevole dell’IA |
| Incentivi e finanziamenti | Misure MLPS, programmi UE, incentivi nazionali | Imprese, PMI | Sostenere investimenti in IA e formazione |
| Lavoratori autonomi | Uso dell’IA come strumento di supporto professionale | Professionisti, freelance | Aumento produttività e competitività |
| Tutele e proprietà intellettuale | Trasparenza, responsabilità, protezione diritti | Lavoratori autonomi | Riduzione dei rischi legali e contrattuali |
| Formazione | Upskilling e reskilling | Lavoratori, imprese | Adattamento alle trasformazioni del lavoro |
| Sicurezza e uso responsabile | Prevenzione bias, protezione dati, controllo umano | Tutti i soggetti | IA affidabile e non discriminatoria |
| Osservatorio IA | Monitoraggio, analisi impatti, aggiornamento Linee guida | Istituzioni e parti sociali | Governance dinamica dell’IA nel lavoro |
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