Il “codice” per Facebook

Pubblicato il 08 dicembre 2008 Con il dilagare di Facebook sono emerse questioni sotto il profilo giuslavoristico sulla circostanza che vede i lavoratori protagonisti di navigazioni internet su siti estranei all’attività lavorativa. Dall’orientamento dei tribunali del lavoro si evince che tale comportamento costituisce un inadempimento degli obblighi contrattuali derivanti dal rapporto di lavoro, poichè il lavoratore che effettua la navigazione in oggetto per periodi lunghi non svolge la prestazione lavorativa per cui è pagato. Pertanto può essere interessato da procedimento disciplinare. Dal canto suo il datore per prevenire il danno può ricorrere ad un controllo a monte con l’installazione di filtri che inibiscano l’accesso a determinati siti, visto che il controllo a valle può confliggere con il divieto di controlli a distanza sull’attività lavorativa ex articolo 4 dello Statuto del lavoratore.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy