Il contratto a termine non trova scorciatoie

Pubblicato il 05 luglio 2006

Una sentenza appena depositata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea afferma che l’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, cui ha dato attuazione la direttiva del Consiglio n. 1999/70/CE, va interpretato nel senso che esso osta all’applicazione di una disciplina nazionale che vieti, in maniera assoluta, nel settore pubblico, la trasformazione in contratto di lavoro a tempo indeterminato di una successione di contratti a tempo determinato che, di fatto, hanno avuto l’obiettivo di soddisfare fabbisogni permanenti e durevoli del datore. Tali ultimi contratti vanno considerati abusivi, se l’ordinamento giuridico interno dello Stato membro non preveda, sempre solo nel settore pubblico, altra misura che eviti ed eventualmente sanzioni l’impiego abusivo di contratti a tempo determinato successivi.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Legge annuale PMI: sì al part-time agevolato. Costi e benefici

06/02/2026

Trasparenza retributiva e parità salariale: cosa prevede il decreto approvato in CDM

06/02/2026

Inps, trascinamento delle giornate in agricoltura: adempimenti e scadenze

06/02/2026

TFR e Fondo di Tesoreria: obblighi contributivi e soglie occupazionali. Le istruzioni

06/02/2026

Sicurezza, ok del Governo: stretta su manifestazioni, armi e violenza giovanile

06/02/2026

CCNL Occhiali industria - Ipotesi di accordo del 30/1/2026

06/02/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy