Il danno subito non esclude la responsabilità ex Decreto 231 della banca

Pubblicato il 21 aprile 2012 Non si può escludere che l’istituto di credito danneggiato dall’opera di alcuni manager appartenenti ad un’associazione per delinquere, possa ritenersi esonerato dall’applicazione delle sanzioni inflitte sulla base del Decreto legislativo 231/2001 in conseguenza di quei reati - ostacolo alle funzioni di vigilanza, false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato - commessi dall'amministratore delegato e dal direttore generale nell'interesse della banca medesima.

Ed infatti, il danno provocato dalla presenza del sodalizio criminale non compromette i benefici di cui l’ente aveva precedentemente potuto godere per effetto della commissione dei reati.

E’ quanto statuito dai giudici della Corte d’appello di Milano nel testo della sentenza n. 488 del 2012, con cui è stata confermata la condanna a carico di banca Italease di una sanzione pecuniaria di 1.858.800.000 euro con contestuale confisca di 64.200.000 euro.
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