Il Decreto crescita rivisita le start up innovative

Pubblicato il 02 ottobre 2012 Dovrebbe essere giunto alla definizione il testo del nuovo decreto crescita (o decreto sviluppo-bis).

Alcune novità sulle start up innovative, che perdono l’Iva per cassa:

- il Fondo di garanzia, senza definizione dello stanziamento, interverrà in aiuto a costo zero per l’azienda;

- i contratti a tempo determinato, entro il limite di 36 mesi, potranno essere rinnovati senza dover rispettare i termini canonici e saranno esentati del prelievo dell’1,4% per il finanziamento dell’Aspi;

- potranno essere assunti lavoratori a termine senza vincolo di causale;

- la retribuzione sarà pari al minimo tabellare del Ccnl con l’aggiunta di una parte legata alla redditività o alla produttività, fissata a livello aziendale;

- agli amministratori, ai dipendenti e ai collaboratori continuativi potranno essere assegnati, al posto della remunerazione per produttività, azioni, quote, titoli, diritti, opzioni o strumenti finanziari il cui reddito di lavoro non concorrerà alla formazione del reddito imponibile;

- le partecipazioni possono essere oggetto di offerta al pubblico on-line.

Nascono gli «incubatori certificati» di start-up, ossia strutture finalizzate a offrire servizi per sostenere la nascita e lo sviluppo delle imprese innovative.

Inoltre, i fallimenti saranno meno traumatici: non seguiranno le procedure concorsuali vigenti ma il procedimento per la composizione delle crisi da sovraindebitamento.

Oltre alle start up sono contenute nel testo anche le misure di internazionalizzazione e sull’Agenda digitale. È confermato il domicilio digitale del cittadino tramite indirizzo Pec; il rilascio del documento unificato carta d'identità elettronica-tessera sanitaria sarà gratuito. Arrivano modifiche al patto di famiglia con l'introduzione del "manager temporaneo" per facilitare la trasmissione d'impresa.

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