Il “no” dei giudici alla cura Di Bella

Pubblicato il 29 maggio 2008 La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13589, sostenendo la decisione del Tribunale e della Corte di Appello di Roma con cui veniva negato il risarcimento del danno in favore degli eredi di un malato terminale di cancro che per ritardo di terzi non aveva potuto sottoporsi alla cura del Professor Di Bella, ha ribadito che “la base fondamentale della decisione in esame è in effetti costituita dal generale convincimento, ormai radicato nella comunità scientifica e presso gli operatori sanitari, in merito alla assoluta inefficacia della terapia Di Bella”.

Crollano, in tal modo, le speranze di molti malati terminali che si erano affidati alla cura alternativa.
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