Il Senato dice sì alle tariffe minime inderogabili per i legali

Pubblicato il 21 ottobre 2010

Nel corso della giornata di ieri, 20 ottobre, l'Aula del Senato ha ripreso la discussione del testo di riforma della professione forense. 

In primo luogo, è stato approvato l'articolo 12 in tema di conferimento dell'incarico e tariffe professionali, ai sensi del quale viene reintrodotta la vincolatività e l'inderogabilità dei minimi tariffari ed il divieto del patto di quota-lite. Per quel che concerne i massimi tariffari gli stessi potranno essere derogati con accordo redatto per iscritto a pena di nullità. 

Approvato anche l'articolo 11 del testo di riforma con cui viene sancito l'obbligo, per ogni avvocato, di stipulare una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall'esercizio della professione; la violazione di detta prescrizione determina illecito disciplinare.

L'Aula ha detto sì, con emendamenti, anche all'articolo 14 in materia di albi, elenchi e registri prevedendo che gli stessi, oltre a dover essere istituiti presso ciascun Consiglio dell'ordine, dovranno essere posti a disposizione del pubblico anche tramite pubblicazione sul sito internet dell'ordine e trasmessi annualmente al Consiglio nazionale forense. 

Per ora, gli articoli 1, 2, 3, 4, 6, 7, 9 e 10 sono stati accantonati al fine di consentire un approfondimento sui temi sollevati da alcuni emendamenti. 

Il Consiglio nazionale forense, a mezzo del suo Presidente Guido Alpa, accoglie con favore la scelta, da sempre sostenuta, del ripristino dei minimi tariffari precisando come i minimi vincolanti costituiscono una “garanzia della qualità della prestazione professionale e del principio di uguaglianza”.


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