Il Sindacato Italiano Commercialisti scrive a Miani

Pubblicato il 06 maggio 2017

La manifestazione indetta il 13 maggio 2017 dagli Ordini dei medici, degli architetti e degli ingegneri di Roma e Provincia, insieme agli Ordini degli avvocati di Roma e Napoli, ha ricevuto pieno appoggio anche dal Sindacato Italiano Commercialisti, il quale il 26 aprile ha aderito alla scelta dei professionisti di farsi sentire sul ripristino dell’equo compenso.

Il SIC ritiene che ciò conferisca dignità alla categoria e l’adesione di tutte le associazioni dei commercialisti acquista un valore ed un significato molto importante.

Ma il Sindacato Italiano Commercialisti ha fatto di più!

Con l’obiettivo di denunciare i reiterati intenti del Governo di introdurre nuovi inasprimenti fiscali – vedi Dl n. 50/2017 - che istituiscono oneri inutili in capo alla categoria, il SIC ha scritto, il 4 maggio scorso, una missiva al Presidente del CNDCEC, Dott. Massimo Miani, rimarcando come i “politici”, con i quali si sta cercando di avere un proficuo e costruttivo dialogo, stiano in sostanza approfittando della buona fede dei commercialisti.

Il Sindacato sottolinea come i vari operatori politici non sappiano, in realtà, in cosa consista il lavoro svolto dalla categoria, come ad esempio i termini di registrazione delle fatture e dei movimenti contabili vista la tempistica e la natura dei chiarimenti ministeriali ad oggi forniti.

Con la lettera del 4 maggio si chiede che vengano al più presto corretti i provvedimenti iniqui ed improvvisati, ritenendo duramente che “Perseverando invece in un rapporto di connivenza con le Istituzioni deputate, non possiamo essere che complici di un sistema truffaldino capace solo di raggirare i propri cittadini/contribuenti con un legislatore che pretende puntualità ed entrate ricambiandoci con emanazione di norme in ritardo, confuse ed in malafede”.

 

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