L’ISTAT ha reso noto l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati del mese di dicembre 2025, che si attesta a quota 121,5.
I datori di lavoro, dunque, possono procedere, come di consueto, a determinare la rivalutazione del fondo TFR accantonato in azienda al 31 dicembre 2024 e, quindi, a quantificare la quota finanziaria maturata dai lavoratori nel corso del 2025.
In applicazione delle disposizioni di cui al quarto comma dell’art. 2120, Codice Civile, infatti, il TFR accantonato, ogni anno, deve essere rivalutato secondo un coefficiente a base composta pari all’1,5% in misura fissa (da scaglionare su base mensile) e al 75% dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall’ISTAT rispetto al mese di dicembre dell’anno precedente.
Dall’importo della rivalutazione, inoltre, i datori di lavoro dovranno procedere a trattenere il saldo dell’imposta sostitutiva di cui all’art. 11, comma 3, decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 47, da versare entro il 16 febbraio 2026, al netto dell’acconto dello scorso 16 dicembre 2025.
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