Orario di lavoro. Il tempo per mettere la divisa va retribuito

Pubblicato il 13 maggio 2020

L'attività di vestizione/svestizione degli infermieri rientra nell'orario di lavoro e va retribuita autonomamente, qualora sia stata effettuata prima dell'inizio e dopo la fine del turno.

E’ l’orientamento di legittimità ricordato dalla Corte di cassazione, Sezione Lavoro, con ordinanza n. 8627 del 7 maggio 2020.

Si tratta – hanno sottolineato gli Ermellini - di una soluzione in linea con la giurisprudenza comunitaria in tema di orario di lavoro, di cui alla direttiva n. 2003/88/CE.

Tempo tuta compreso nell’orario di lavoro

Nel caso esaminato, è stata confermata la decisione con cui i giudici di merito avevano accolto la domanda presentata da 69 dipendenti di una AUSL, con qualifica di infermieri, affinché fosse considerato come compreso nell'orario di lavoro - e, quindi, fosse retribuito - il tempo necessario per indossare e dismettere la divisa, all'inizio ed alla fine del turno, calcolato in venti minuti complessivi.

Secondo la Suprema corte, la decisione di merito si era correttamente uniformata ai consolidati arresti giurisprudenziali di legittimità enunciati in materia.

L'attività di vestizione - è stato così ribadito - attiene a comportamenti integrativi dell'obbligazione principale ed è funzionale al corretto espletamento dei doveri di diligenza preparatoria.

Essa costituisce attività svolta non solo nell'interesse dell'Azienda, ma altresì dell'igiene pubblica, imposta dalle superiori esigenze di sicurezza e igiene.

Ne consegue che tale attività dà diritto alla retribuzione pure nel silenzio della contrattazione collettiva integrativa: proprio per le peculiarità che la connotano, deve ritenersi implicitamente autorizzata da parte delle AUSL.

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