Jobs Act e licenziamento per raggiunti limiti pensionistici

Pubblicato il 10 aprile 2015 Con l’approfondimento del 9 aprile 2015, la Fondazione studi dei CdL ha affrontato la questione relativa ai licenziamenti per raggiungimento dei limiti pensionistici, alla luce del Decreto legislativo n. 23/2015.

Ricorda la Fondazione che l’art. 24 del D.L. n. 201/2011, prevede che “il proseguimento dell'attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza, dall'operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all'età di settant'anni, fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita, come previsti dall'articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modificazioni e integrazioni. Nei confronti dei lavoratori dipendenti, l'efficacia delle disposizioni di cui all'articolo 18 della legge 20 maggio 1970, n. 300 e successive modificazioni opera fino al conseguimento del predetto limite massimo di flessibilità”.

Posto che il regime giuridico delle tutele crescenti si applica anche ai lavoratori prossimi alla pensione che cambino azienda e siano assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015, il citato articolo 24 si pone l’obiettivo di estendere la tutela legale dell’art. 18 nel suo ambito temporale, ma non anche nel suo ambito soggettivo.

Questo vuol dire, per i CdL, che non sia possibile estendere tale disposizione normativa ai lavoratori assunti con il regime legale delle tutele crescenti per cui il disposto in esame non è applicabile a tutti i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 (data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 23/2015) ai quali non trova più applicazione l’articolo 18, Legge n. 300/70.

In conclusione, se nel quadro normativo vigente al 6 marzo 2015 erano esclusi dall’ambito applicativo dell’articolo 24 i lavoratori dipendenti dalle imprese riconducibili nella sfera della tutela obbligatoria e quelli già esclusi da un tutela reale (dirigenti), nell’attuale scenario normativo sono altresì esclusi dalla norma in esame anche i lavoratori nei confronti dei quali si applica il regime delle tutele crescenti.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy