La custodia cautelare per altro reato riduce la durata della detenzione

Pubblicato il 29 luglio 2008

Con una recente sentenza delle Sezioni unite penali della Cassazione (sentenza n. 31416 del 25 luglio 2008) è stato risolto un contrasto giurisprudenziale in ordine alla valutazione del periodo di ingiusta detenzione nel calcolo della pena. Secondo l'indirizzo più rigido, il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione è escluso per quella parte della custodia cautelare computata ai fini della determinazione della pena; altro orientamento giurisprudenziale ha affermato che, una volta ottenuta la riparazione, non si può più beneficiare della fungibilità per un periodo di carcerazione senza titolo. Ora, le Sezioni unite hanno sciolto il contrasto, orientandosi verso un'interpretazione più garantista per l'imputato. La Cassazione ha, infatti, confermato la pronuncia della Corte di Appello di Palermo che, nella determinazione della pena di un pregiudicato, aveva tenuto conto anche della carcerazione preventiva scontata per altro reato dal quale l'uomo era stato poi assolto e risarcito. Benché l'imputato fosse stato risarcito per l'errore giudiziario che lo aveva portato all'ingiusta detenzione, la Corte territoriale aveva legittimamente considerato anche quel periodo ai fini del calcolo della pena carceraria.

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