Lavoratori domestici: in scadenza il versamento del quarto trimestre 2025

Pubblicato il 07 gennaio 2026

Entro il 12 gennaio 2026, poiché il 10 gennaio cade di sabato, i datori di lavoro domestico che impiegano colf, badanti, baby sitter devono versare i contributi previdenziali Inps con riferimento alle retribuzioni erogate nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2025.

Quadro normativo di riferimento

Per i rapporti di lavoro domestico, la normativa stabilisce infatti che il versamento dei contributi previdenziali debba avvenire con cadenza trimestrale entro il giorno 10 del mese successivo alla conclusione di ogni trimestre solare.

Questo sistema si discosta dalla disciplina applicata ai lavoratori subordinati ordinari, per i quali il versamento contributivo avviene invece mensilmente, generalmente entro il giorno 16 del mese successivo a quello di competenza della retribuzione.

La periodicità trimestrale rappresenta una semplificazione amministrativa per i datori di lavoro privati, che molto spesso non dispongono di strutture contabili o gestionali dedicate.

La base normativa che disciplina l’obbligo contributivo per i lavoratori domestici si fonda sulle disposizioni contenute nel Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di previdenza obbligatoria (D.P.R. n. 797/1955), integrato da successive circolari e messaggi emanati dall’Inps.

Calendario ufficiale delle scadenze contributive - Anno 2026

Ecco il calendario completo delle scadenze 2025 per il versamento dei contributi dovuti dai datori di lavoro domestico.

Trimestre

Periodo di riferimento

Finestra per il pagamento

1° trimestre

Gennaio - Febbraio - Marzo

1° - 10 aprile 2026

2° trimestre

Aprile - Maggio - Giugno

1° - 10 luglio 2026

3° trimestre

Luglio - Agosto - Settembre

1° - 12 ottobre 2026

4° trimestre

Ottobre - Novembre - Dicembre

1° - 11 gennaio 2027

Il mancato rispetto di tali scadenze comporta l’applicazione di sanzioni civili e l’eventuale iscrizione a ruolo per il recupero coattivo dei contributi omessi, con aggravio degli oneri per il datore di lavoro.

Casi particolari: cessazione anticipata del rapporto di lavoro

È però prevista una deroga alla scadenza trimestrale ordinaria: in caso di interruzione del rapporto di lavoro domestico prima del termine del trimestre di riferimento, il datore di lavoro è obbligato a effettuare il versamento dei contributi maturati entro 10 giorni dalla cessazione del rapporto stesso.

Tale obbligo si applica in tutte le ipotesi di cessazione, a prescindere dalla causa (dimissioni, licenziamento, accordo consensuale) e riguarda l’intero monte ore retribuito fino all’ultimo giorno di lavoro.

Come pagare i contributi

I datori di lavoro domestico che impiegano colf, badanti e baby sitter devono utilizzare i principali strumenti digitali offerti dall’Inps.

Per agevolare i datori di lavoro domestico, l’Istituto ha infatti predisposto piattaforme digitali e canali fisici abilitati al pagamento dei contributi.

Vediamo quali sono.

Portale dei pagamenti Inps

Il canale principale per il pagamento è rappresentato dal Portale dei pagamenti accessibile all’indirizzo: https://serviziweb2.inps.it/portalePagamenti2/.

Per accedere, è necessario autenticarsi tramite uno dei seguenti strumenti di identificazione digitale:

Una volta effettuato l’accesso, è possibile:

PagoPA e Prestatori di Servizio di Pagamento (PSP)

Il pagamento può essere eseguito anche tramite avviso PagoPA presso i canali abilitati dei Prestatori di Servizio di Pagamento (PSP) aderenti.

È possibile effettuare il pagamento:

Punti vendita autorizzati

I datori di lavoro domestico possono anche utilizzare i seguenti punti vendita abilitati, dotati di terminali PagoPA:

AppIO e notifiche digitali

Un ulteriore canale innovativo per il versamento dei contributi è rappresentato dall’AppIO, l’applicazione della pubblica amministrazione che consente ai cittadini di ricevere notifiche e pagare servizi pubblici.

Funzionalità dell’AppIO

Requisiti per ricevere notifiche

Per attivare questa funzionalità, il datore di lavoro domestico deve:

Circuito CBILL - Codice interbancario AAQV6

I versamenti possono essere effettuati anche attraverso il circuito CBILL, utilizzando il codice interbancario AAQV6.

Questa modalità è disponibile nei sistemi di home banking abilitati, all’interno della sezione dedicata ai pagamenti verso la pubblica amministrazione.

Quanto pagare

L’Inps pubblica annualmente le tabelle aggiornate dei contributi dovuti per il lavoro domestico. Le aliquote variano in base a:

Contributi per contratti a tempo indeterminato (senza contributo addizionale)

Fino a 24 ore settimanali
 

Retribuzione oraria

Contributo ordinario

Esclusa CUAF

Quota lavoratore

Fino a € 9,48

€ 1,68

€ 1,69

€ 0,42

Da € 9,49 a € 11,54

€ 1,89

€ 1,90

€ 0,48

Oltre € 11,55

€ 2,30

€ 2,32

€ 0,58

 

Oltre 24 ore settimanali
 

Retribuzione oraria

Contributo ordinario

Esclusa CUAF

Quota lavoratore

Qualsiasi

€ 1,22

€ 1,23

€ 0,31

 

 

Contributi per contratti a tempo determinato (con contributo addizionale)

Il contratto a tempo determinato prevede una maggiorazione dei contributi, salvo che sia stipulato per la sostituzione di lavoratori assenti (ad esempio per malattia, maternità o ferie).

Fino a 24 ore settimanali
 

Retribuzione oraria

Contributo ordinario

Esclusa CUAF

Quota lavoratore

Fino a € 9,48

€ 1,79

€ 1,80

€ 0,42

Da € 9,49 a € 11,54

€ 2,03

€ 2,04

€ 0,48

Oltre € 11,55

€ 2,47

€ 2,48

€ 0,58

 

Oltre 24 ore settimanali
 

Retribuzione oraria

Contributo ordinario

Quota lavoratore

Qualsiasi

€ 1,31

€ 0,31

Contributo obbligatorio alla Cassa COLF: cos'è, quanto si paga e a cosa serve

Nel quadro degli adempimenti contributivi previsti per i datori di lavoro domestico, accanto al versamento dei contributi previdenziali è previsto anche il pagamento del contributo obbligatorio alla Cassa COLF.

Si tratta di un contributo accessorio ma obbligatorio, volto a finanziare una serie di prestazioni integrative di natura sanitaria, assistenziale e assicurativa, destinate ai lavoratori impiegati nei rapporti di lavoro domestico.

Il contributo alla Cassa COLF costituisce una voce aggiuntiva rispetto ai contributi Inps e deve essere incluso nel versamento trimestrale utilizzando le stesse modalità previste per il pagamento della contribuzione obbligatoria.

La sua funzione è quella di rafforzare le tutele a favore dei lavoratori domestici, attraverso l’accesso a servizi e prestazioni non garantite dalla previdenza pubblica.

Finalità

La Cassa COLF è un ente bilaterale istituito dal CCNL di settore con lo scopo di garantire prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dal sistema previdenziale pubblico.

Le finalità principali della Cassa sono:

La Cassa COLF si configura dunque come uno strumento di welfare contrattuale volto a migliorare la qualità del lavoro domestico, rafforzando i diritti del lavoratore e incentivando la regolarizzazione dei rapporti di lavoro nel settore.

Importo

L’importo del contributo alla Cassa COLF per l’anno 2025 è stabilito in € 0,06 per ogni ora retribuita; si tratta dunque di un importo fisso che non varia in base alla retribuzione oraria, al tipo di contratto (determinato o indeterminato) o al numero di ore settimanali lavorate.

Per esempio, se nel corso del quarto trimestre 2025 un lavoratore domestico ha svolto 250 ore di lavoro, il datore di lavoro dovrà versare:

250 ore x € 0,06 = € 15,00

Questo importo si somma ai contributi ordinari, ma non deve essere versato separatamente: viene infatti incluso automaticamente nel calcolo complessivo del contributo quando si genera l’avviso di pagamento tramite il portale dei pagamenti Inps o attraverso gli altri canali autorizzati (PagoPA, AppIO, home banking, ecc.).

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