Le immissioni possono essere illecite anche se rientrano nelle soglie di legge

Pubblicato il 28 febbraio 2011 La Seconda sezione civile della Cassazione, con sentenza n. 939 del 17 gennaio 2011, ha accolto la domanda con cui gli eredi di un avvocato, inizialmente costituito in giudizio e poi deceduto nelle more del procedimento di merito, avevano richiesto la rimozione dell'impianto di ventilazione presente in una libreria attigua ad un immobile di loro proprietà, nonché al risarcimento dei consequenziali danni subiti a seguito delle illegittime immissioni di calore, esalazioni e rumori intollerabili provenienti dal detto ventilatore.

A detta dei ricorrenti, le immissioni oltre a provocare fastidi, stress e disturbi alla quiete e alla salute delle persone abitanti e lavoranti nel proprio immobile, superavano anche i limiti di accettabilità previsti dalle norme in materia di inquinamento acustico e ambientale.

La Corte di Cassazione, in particolare, ha ribaltato alcune delle conclusioni dei giudici di merito i quali, nel respingere le deduzioni dei titolari dell'immobile, non avevano tenuto conto che “in materia di immissioni, mentre è senz'altro illecito il superamento dei limiti di accettabilità stabiliti dalla leggi e dai regolamenti che, disciplinando le attività produttive, fissano nell'interesse della collettività le modalità di rilevamento dei rumori e i limiti massimi di tollerabilità, l'eventuale rispetto degli stessi non può far considerare senz'altro lecite le immissioni, dovendo il giudizio sulla loro tollerabilità formularsi a stregua dei principi di cui all'articolo 844 del codice civile”.
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