L’esdebitazione cade sulle garanzie ai creditori

Pubblicato il 31 maggio 2008 La Corte costituzionale, con la sentenza 181 depositata il 30 maggio 2008, chiarendo la natura pregiudizievole dell’esdebitazione per i creditori non soddisfatti che prendono atto dell’impossibilità di pretendere il pagamento del loro credito residuo, stabilisce che tale procedimento è poco garantista per lo meno quando è intrapreso dal debitore. Si ricorda che l’esdebitazione prevede l’inesigibilità dei crediti residui al momento della chiusura della procedura fallimentare e può essere richiesta in determinate condizioni dal debitore senza il coinvolgimento dei creditori. Nella sentenza, dunque, la Corte ha dichiarato illegittima quella parte della nuova legge fallimentare che esclude la comunicazione ai creditori della richiesta avanzata dal debitore non permettendo loro di contestare la concessione del beneficio al debitore. La questione era stata sollevata dalla Corte d’appello di Venezia che aveva evidenziato il conflitto dell’articolo 143 della nuova legge con l’articolo 24 della Costituzione che garantisce il diritto di difesa e l’accesso alla tutela giurisdizionale.
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