L’evasione fiscale dell’amministratore ricade sulla società

Pubblicato il 24 maggio 2018

L’illecito commesso dall’amministratore dell’ente nell’esercizio delle sue funzioni, per il principio di immedesimazione organica, può ricadere sulla società.

Lo ha sancito la Corte di cassazione, con sentenza n. 12675 del 23 maggio 2018, trattando il caso di un amministratore di cooperativa che aveva sottratto merce della società, vendendola in evasione d’imposta.

I giudici della Corte di legittimità hanno accolto il ricorso delle Entrate affermando che la società risponde civilmente dell’atto illecito commesso dall’amministratore nell'esercizio delle sue funzioni, anche se lo stesso è stato compiuto con dolo o con abuso di potere o se non rientra nella competenza dell’amministratore ma dell'assemblea, essendo sufficiente che l’atto si manifesti come esplicazione dell'attività della società, in quanto diretto al conseguimento dei fini istituzionali dell’ente.

Spiegano i giudici che la commissione di un illecito da parte del legale rappresentante di un ente non interrompe il rapporto organico e non esclude che del fatto del rappresentante sia responsabile l'ente medesimo.

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