Libro unico, sequenza libera nei dati

Pubblicato il 06 dicembre 2008 Il vademecum sul Libro unico rilasciato dal ministero del Lavoro si articola in una serie di domande e relative soluzioni finalizzate a sciogliere tutti i più frequenti dubbi sull’applicabilità del nuovo strumento. La parola d’ordine è quella della semplificazione. In primo luogo le indicazioni fornite riguardano la corretta tenuta del Libro (il primo capitolo è su modalità di tenuta e calendario delle presenze); il secondo capitolo riguarda i soggetti da iscrivere nel libro unico e i contenuti delle registrazioni mentre il terzo riguarda, invece, il sistema sanzionatorio. La fine del regime transitorio per la messa a regime del Libro unico del lavoro, in sostituzione dei libri paga e matricola è prevista per il prossimo 16 febbraio 2009, in coincidenza con l’ultimo giorno a disposizione per le annotazioni del mese di gennaio 2009. Quanto ai termini di conservazione, fissati a 5 anni dall’ultima registrazione o dalla messa in uso, essi si riferiscono a documenti dismessi e quindi non più operativi. La sequenza delle scritture è finalizzata a garantire l’unicità del libro, anche se presenze e dati retributivi possono essere esposti in forma libera. Il libro unico potrà essere tenuto anche da più “abilitati” a condizione che ciascuno sia “autorizzato separatamente” alla tenuta e che la ripartizione segua la logica per sedi o per categorie di lavoratori. Uno stesso abilitato può tenere distinte sezioni del Libro, per esempio per diverse sedi o categorie di lavoratori. Oltre alle presenze – spiega il Ministero – anche le assenze dovranno sempre essere specificate.
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