Maggiori controlli per il concordato in bianco

Pubblicato il 18 giugno 2013 Le disposizioni del Decreto “fare” intervengono con alcuni correttivi sull'istituto del concordato preventivo “in bianco”, introdotto recentemente nella Legge fallimentare ed in vigore dal mese di settembre 2012.

L'intervento – spiega il ministero della Giustizia - si è reso necessario in considerazione del non trascurabile ricorso all'istituto in maniera “non del tutto corrispondente alle finalità che ne hanno ispirato l'introduzione”.

Il provvedimento approvato dal Governo il 15 giugno 2013, dovrebbe, quindi, intervenire introducendo maggiori controlli ed oneri informativi in capo all'interessato; in particolare, viene previsto l'obbligo di allegazione, alla proposta di concordato medesima, dell'elenco dei creditori e dei relativi crediti. Il debitore, inoltre, sarà tenuto a depositare, ogni mese, una situazione finanziaria aggiornata dell'impresa, da pubblicare a cura del cancelliere nel registro delle imprese.

Al fine di contenere al massimo i costi della procedura, il Tribunale potrà anticipare la nomina del commissario giudiziale, evitando, così, la liquidazione di un distinto compenso in tutti i casi in cui alla domanda in bianco faccia seguito il deposito della proposta e del piano.

Gli effetti positivi del concordato verranno immediatamente meno nei casi di accertamento, da parte del Tribunale ed anche a seguito di segnalazione del commissario giudiziale, di condotte del debitore pregiudizievoli delle ragioni dei creditori. In queste ipotesi, alla dichiarazione di improcedibilità della domanda in bianco potrà fare seguito la dichiarazione di fallimento.
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