Maltrattamenti in famiglia in presenza di un rapporto di supremazia-soggezione

Pubblicato il 23 novembre 2011 Con sentenza n. 43100 depositata il 22 novembre 2011, la Cassazione ha ribaltato la decisione con cui la Corte d’assise d’Appello di Salerno aveva condannato, per maltrattamenti in famiglia, il sindaco di un Comune campano che era stato accusato di aver vessato un dipendente comunale tanto da indurlo al suicidio.

Secondo la Corte di legittimità, per la configurabilità del reato contestato era necessario accertare la presenza di un rapporto di “supremazia-soggezione” tra l’imputato e la vittima.

In particolare i giudici di Cassazione hanno sottolineato che il nesso di supremazia, benché originariamente e tradizionalmente confinato nell'ambito familiare e poi successivamente esteso anche ai rapporti educativi, di istruzione, di cura, di vigilanza, di custodia o a quelli che si instaurano nell'ambito di un rapporto di lavoro dal Codice del 1930, non era, tuttavia, riscontrabile nel caso in esame.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

INPGI: contribuzione 2026 per co.co.co. e liberi professionisti

09/02/2026

Global minimum tax: approvato il modello di dichiarazione annuale

09/02/2026

L’INPGI aggiorna pensioni e prestazioni: rivalutazione dell’1,4% per il 2026

09/02/2026

Lavoratrice frontaliera con diritto all'indennità di maternità

09/02/2026

Riforma dell’artigianato nella Legge annuale sulle PMI

09/02/2026

Lavoro nello studio del convivente: quando scatta la subordinazione

09/02/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy