Nelle fusioni fra banche l’autonomia dà il bonus

Pubblicato il 05 febbraio 2008 Trattando il caso di una fusione avvenuta nel 2007 tra due gruppi bancari, l’Amministrazione finanziaria risponde – risoluzione 32/2008 – all’istanza circa la possibilità che una banca con azioni quotate nel mercato telematico di Borsa Italiana, che risulta dalla fusione di altri due istituti bancari (pure quotati), usufruisca del riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in operazioni straordinarie sulla base della legge 296/2006. L’interpretazione della norma è in questo caso restrittiva, poiché le Entrate ritengono che il possesso di partecipazioni blocchi, anche quando si tratta di importi trascurabili e titoli destinati al trading, il bonus aggregazioni. Infatti, come già affermato dall’Agenzia nella circolare 16/E/2007, l’agevolazione viene meno se tra i soggetti interessati all’aggregazione è in essere un “qualsiasi” rapporto di partecipazione.
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