Niente studio di settore per il praticante legale abilitato al patrocinio

Pubblicato il 22 settembre 2010
Ribaltata dai giudici di legittimità – sentenza n. 19951 del 21 settembre 2010 – la decisione di gravame con cui la Commissione tributaria regionale della Lombardia aveva ritenuto legittimo un avviso di accertamento Iva ed Irpef notificato ad una contribuente che svolgeva l'attività di praticante legale con l'abilitazione al patrocinio. La ricorrente era stata sottoposta ad accertamento su base parametrica in considerazione del fatto che la stessa aveva aperto la partita Iva. 

Ma l'applicazione degli standard di settore non era, in realtà, legittima finché la contribuente non avesse raggiunto il titolo professionale di avvocato.

Per la Corte di legittimità, infatti, “è manifestamente illogico ritenere che sia sufficiente l'apertura della partita Iva, perché siano assicurati clienti, ricavi e redditi, così come la predisposizione della propria posizione tributaria non è un indice di produzione di reddito”.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Assunzioni agevolate: dal 1° aprile 2026 le vacancy passano dal SIISL

16/03/2026

Accise sull’energia elettrica: nuove modalità operative

16/03/2026

Casse di previdenza dei professionisti: stop al prelievo sui risparmi

16/03/2026

Contributo Autorità Trasporti 2026: aliquota, esenzione e scadenze

16/03/2026

Spese condominiali 2025: comunicazione amministratori entro il 16 marzo

16/03/2026

Custodia temporanea merci in dogana: criteri e tariffe MEF 2026

16/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy