No al licenziamento del dipendente che lascia il lavoro in preda a crisi di nervi

Pubblicato il 17 settembre 2011 Il datore di lavoro non può licenziare il dipendente che, a causa di una crisi di nervi, abbandona il posto di lavoro poco prima del termine della giornata lavorativa. Tanto più se il giorno seguente, resosi conto del fatto increscioso, si pente e mostra un atteggiamento collaborativo.

E’ la conclusione a cui è giunta la sentenza n. 18955 del 16 settembre 2011 emessa dalla Corte di cassazione che ha dichiarato illegittimo il provvedimento del licenziamento ordinando il reintegro del lavoratore nonché il pagamento di una indennità come risarcimento del danno.

I magistrati di cassazione hanno ritenuto corretta la sentenza della Corte territoriale che non ha ravvisato una grave insubordinazione nel fatto avvenuto e quindi tale da costituire una causa di recesso del rapporto lavorativo.

Esatto anche il rilievo riguardante la mancata affissione da parte del datore di lavoro, del codice disciplinare contenuto nel contratto collettivo; tale affissione deve ritenersi indispensabile. Infatti dalla contrattazione collettiva emerge che l’abbandono del posto di lavoro senza giustificato motivo non è sanzionato con il licenziamento bensì solo con una ammonizione, multa o sospensione.
Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Formazione, Cassazionisti e spese di ricovero: bandi Cassa Forense in scadenza

16/01/2026

CIGS, NASpI e congedi parentali: prime istruzioni INPS per il 2026

16/01/2026

Nuovo bonus mamme: domanda integrativa e rielaborazione INPS

16/01/2026

Modello IVA 2026: approvazione, struttura e principali novità

16/01/2026

Codatorialità e licenziamento: rileva l’organico complessivo

16/01/2026

Fondoprofessioni: fino a 20.000 euro per piani formativi monoaziendali

16/01/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy