No all’amministratore di condominio nei giudizi per l’equa riparazione da processo lento

Pubblicato il 27 ottobre 2009

E’ inibito all’amministratore di condominio poter rappresentare in giudizio i condomini nelle cause per ottenere l’equo indennizzo a seguito di una durata troppo lunga del processo (legge Pinto).

E’ questo il principio espresso nella sentenza n. 22558 del 22 ottobre 2009 della Corte di cassazione, accogliendo il ricorso presentato dal Ministero della giustizia che aveva contestato la sentenza del tribunale di Roma favorevole, invece, al riconoscimento di un equo indennizzo.

Ricordano i giudici di legittimità che l’amministratore può agire in giudizio in rappresentanza del condominio solamente per la “gestione delle cose comuni”, ma per quanto riguarda i diritti che i condomini detengono come singoli, è necessario che l’amministratore consegua specifico mandato da ogni condomino, cosa che nella fattispecie non è avvenuta. E quando si tratta di richiedere l’equo indennizzo per l’eccessiva durata del processo non vi è dubbio che titolari del diritto sono i singoli condomini in quanto tali.

Allegati
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

730 e Redditi PF precompilati 2026 al via. Il calendario

29/04/2026

Rottamazione quinquies in scadenza: cosa fare per non sbagliare. Le FAQ

29/04/2026

Sanzioni tributarie: concorso del commercialista anche senza contabilità

29/04/2026

Organismi per la parità, approvato decreto legislativo

29/04/2026

CCNL scaduti, niente più rinnovi automatici: arriva la penalizzazione sull’Ipca

29/04/2026

Diritto annuale Camere di commercio 2026-2028, ok maggiorazione del 20%

29/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy