Diritto annuale Camere di commercio 2026-2028, ok maggiorazione del 20%
Pubblicato il 29 aprile 2026
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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato l’aumento del diritto annuale dovuto alle Camere di commercio per il triennio 2026-2028.
Con il decreto 17 marzo 2026, il MIMIT ha dato attuazione alla possibilità, prevista dalla disciplina sul sistema camerale, di incrementare la misura del tributo annuale fino al limite massimo del 20%. L’obiettivo è consentire alle Camere di commercio interessate di finanziare programmi e progetti rivolti allo sviluppo economico dei territori e al potenziamento dei servizi destinati alle imprese.
Il provvedimento riguarda le Camere di commercio indicate nell’Allegato A al decreto e si applica agli anni 2026, 2027 e 2028.
Incremento del 20% del diritto annuale camerale
Il decreto ministeriale autorizza l’aumento della misura del diritto annuale fino a un massimo del 20%, ai sensi dell’articolo 18, comma 10, della Legge n. 580/1993.
La norma consente al Ministero di approvare, su richiesta di Unioncamere, una maggiorazione degli importi dovuti dalle imprese alle Camere di commercio. Tale incremento deve però essere collegato a specifici programmi o progetti, deliberati dagli organi camerali e condivisi con le Regioni.
Per il triennio 2026-2028, quindi, le imprese iscritte o annotate nel Registro delle imprese e tenute al pagamento del diritto annuale potranno essere chiamate a versare un importo maggiorato, qualora appartengano a una circoscrizione camerale ricompresa tra quelle autorizzate dal decreto.
Perché aumenta il diritto annuale
La finalità dell’aumento è espressamente indicata nel decreto: finanziare progetti destinati alla promozione dello sviluppo economico e all’organizzazione di servizi alle imprese.
Le risorse derivanti dalla maggiorazione non possono quindi essere utilizzate liberamente, ma devono essere destinate agli interventi indicati nelle delibere dei Consigli camerali.
Tra le motivazioni alla base dell’autorizzazione vi è la valutazione positiva, da parte del Ministero, della rilevanza dei programmi presentati dalle Camere di commercio nel quadro delle politiche strategiche nazionali. Si tratta, in sostanza, di iniziative che dovrebbero contribuire a rafforzare il ruolo degli enti camerali a supporto del sistema produttivo locale.
Progetti da finanziare e ruolo delle Regioni
Il meccanismo previsto dalla legge richiede che i progetti siano condivisi con le Regioni e coerenti con obiettivi di sviluppo economico.
Le Camere di commercio interessate hanno trasmesso le proprie deliberazioni tramite Unioncamere, indicando gli interventi per i quali viene richiesto il finanziamento mediante la maggiorazione del diritto annuale.
Il decreto MIMIT autorizza l’incremento proprio in relazione a tali progetti, elencati nell’allegato al provvedimento insieme alle Camere di commercio interessate.
L’aumento, pertanto, non è generalizzato in senso astratto, ma collegato alle singole Camere di commercio che hanno richiesto l’autorizzazione e ai programmi approvati.
Obblighi di rendicontazione
Le Camere di commercio che applicano l’incremento sono tenute a rendicontare l’utilizzo delle somme incassate.
Il decreto stabilisce che il rapporto sui risultati dei progetti debba essere trasmesso al Comitato indipendente di valutazione della performance del sistema camerale, previsto dalla legge n. 580/1993.
La relazione deve essere inviata entro il 15 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento e deve contenere elementi utili a verificare lo stato di realizzazione delle iniziative finanziate e i risultati conseguiti.
Si tratta di un passaggio centrale, perché consente di collegare la maggiorazione richiesta alle imprese agli effetti concreti prodotti dai progetti finanziati.
Utilizzo delle risorse non impiegate
Il decreto disciplina anche il trattamento delle risorse eventualmente non utilizzate per precedenti progetti finanziati con la maggiorazione del diritto annuale.
Le somme non impiegate potranno essere destinate ai progetti previsti dal nuovo decreto, secondo le modalità indicate dal MIMIT. Le Camere di commercio devono comunicare al Ministero, tramite Unioncamere, l’ammontare delle risorse residue e la loro destinazione.
Il provvedimento prevede inoltre specifiche scadenze per l’utilizzo e la rendicontazione di tali importi, così da assicurare il monitoraggio delle somme derivanti dall’incremento del tributo camerale.
Imprese che hanno già versato il diritto annuale 2026
Il Decreto del 17 marzo 2026 considera anche il caso delle imprese che abbiano già effettuato, per l’anno 2026, il pagamento del diritto annuale senza applicare la maggiorazione autorizzata.
In questa ipotesi, il versamento della quota integrativa deve essere effettuato secondo quanto previsto dall’articolo 17, comma 3, lettera b), del DPR n. 435/2001.
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