No all'indebito utilizzo, in internet, della carta di credito altrui

Pubblicato il 16 dicembre 2011 La Corte di cassazione, con la sentenza n. 45946 depositata lo scorso 12 dicembre 2011, ha confermato la condanna penale impartita dai giudici di merito nei confronti di un uomo che, utilizzando la carta di credito di altro soggetto e, in generale, strumenti di pagamento virtuali, aveva simulato, via internet, una serie di operazioni di acquisto a prezzo vantaggiosi al fine di appropriarsi illegittimamente del denaro dei clienti.

Con la sua condotta – spiega la Corte – l'imputato aveva concretizzato i reati di truffa e di cui all'articolo 55, comma 9, del Decreto legislativo n. 231/2007 che punisce chi, al fine di trarne profitto utilizza indebitamente, non essendone titolare, carte di credito o di pagamento, ovvero qualsiasi altro documento analogo che abiliti al prelievo di denaro contante o all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi.

E non era rilevante, nella specie, che le transazioni, di fatto, non fossero andate a buon fine e che non si fosse conseguito alcun profitto.
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