Non è abuso dei mezzi di correzione apostrofare un alunno come “asino”

Pubblicato il 07 settembre 2010
Il Tribunale di Milano, con sentenza del 2 luglio 2010, ha prosciolto dall'accusa di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina un'insegnante che, davanti alla madre ad agli altri genitori ed alunni, si era rivolta nei confronti di uno studente definendolo “asino” e “bestia”. 

Secondo il giudice meneghino, la condotta della docente non aveva configurato un abuso del mezzo di correzione lecito per come disciplinato dall'articolo 571 del Codice penale. Per contro, avrebbe potuto ravvisarsi la fattispecie dell'ingiuria, da escludere, però, per l'assenza di querela.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Concorso magistrati ausiliari onorari: bando CSM in scadenza

10/04/2026

Reddito di libertà: aumento a 530 euro e ripartizione delle risorse

10/04/2026

Comunicazione rilevante Global minimum tax: regole, termini e invio

10/04/2026

Casa familiare intestata a un coniuge: indennizzo all'altro se c’è sproporzione

10/04/2026

Visto di conformità leggero: controllo anche sostanziale

10/04/2026

Procedure di insolvenza UE: norme comuni e pre-pack

10/04/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy