Non licenziabile il lavoratore per notizie sui giornali di indagini a suo carico

Pubblicato il 23 luglio 2014 La Corte di Cassazione, con sentenza n. 16484 del 18 luglio 2014, si è occupata di un licenziamento per giustificato motivo soggettivo di un dipendente di una società, motivato dal fatto che la diffusione a mezzo stampa di notizie riguardanti indagini della magistratura sulla sua persona, aveva creato una situazione di sfiducia nei rapporti sia interni che esterni all’azienda.

Per la Suprema Corte, nel caso di specie, non sussistono gli estremi del giustificato motivo soggettivo di licenziamento con motivazione che fa riferimento ai principi di correttezza e buona fede.

Al massimo, chiarisce la sentenza, l’obbligo del prestatore di lavoro di informare il proprio datore di lavoro di eventuali procedimenti a suo carico concernenti fatti estranei al rapporto di lavoro può configurarsi, in applicazione dei suddetti principi, in presenza di rinvio a giudizio.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy