Nuova veste per tre milioni di ”progetti”

Pubblicato il 08 maggio 2006

Mentre l’Inps sta inviando, o lo ha appena fatto, ad oltre tre milioni di iscritti alla Gestione separata l’estratto conto generalizzato della loro posizione assicurativa con i versamenti effettuati dal 1996 al 31 dicembre 2004, nel frattempo, si cerca di fare chiarezza sulla nuova veste delle collaborazioni a progetto. In particolare, per aziende e professionisti datori di lavoro si mettono in evidenza una serie di passaggi importanti per regolarizzare il loro rapporto con i collaboratori a progetto. Lo scopo è quello di meglio specificare le tutele che si riferiscono a questa categoria di lavoratori, al fine di ridurre sempre di più le differenze rispetto all’impiego dipendente. I punti presi in esame riguardano, per esempio, l’orario di lavoro (il Consiglio di Stato ha di recente scandito le differenze rispetto ai dipendenti) oppure i ruoli ammessi e preclusi (il contratto a progetto non vale per la figura del responsabile tecnico amministrativo anche se l’esperienza acquisita conta per poterli diventare da dipendente). Nonostante gli sforzi, le diversità fra qualità e quantità di tutele rispetto al lavoratore dipendente restano, però, ancora uno dei principali problemi da risolvere se si vuole far sì che il contratto a progetto trovi una completa e sicura collocazione nel sistema italiano. Da qui l’esigenza di aumentare le tutele, come è avvenuto con l’estensione della maternità a favore delle lavoratrici iscritte alla gestione separata oppure con il riconoscimento dell’indennità di ricovero ospedaliero e con l’estensione della disciplina sull’assegno per il nucleo familiare, prevista per i lavoratori dipendenti agli iscritti alla gestione separata dei lavoratori autonomi.

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