Sui pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti scatta, dal 15 giugno 2026, la verifica preventiva dei debiti fiscali: in caso di irregolarità, le somme sono trattenute alla fonte e versate all’Agente della riscossione, con accredito al beneficiario solo dell’eventuale residuo.
Con circolare del 17 marzo 2026 il Ministero della Giustizia fornisce chiarimenti applicativi in merito alla modifica dell’art. 48-bis del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, introdotta dall’art. 1, comma 725, della legge 30 dicembre 2025, n. 199.
L’intervento normativo introduce il comma 1-ter, con l’obiettivo di rafforzare i controlli sulla regolarità fiscale e contributiva dei professionisti che ricevono pagamenti dalla Pubblica Amministrazione (PA), incidendo direttamente sulle modalità di liquidazione dei compensi.
La disciplina si applica alle somme riconducibili ai redditi di lavoro autonomo, ai sensi dell’art. 54 del TUIR, corrisposte dalla PA per attività professionali.
Nella circolare, viene chiarito che rientrano nell’ambito applicativo le prestazioni professionali rese nell’ambito dei procedimenti:
La circolare individua, a titolo esemplificativo e non esaustivo, i seguenti soggetti:
La qualificazione rilevante è quella di esercente arti e professioni ai sensi dell’art. 54 TUIR, con conseguente estensione anche ad altre figure professionali riconducibili a tale ambito.
La principale innovazione consiste nell’estensione dell’obbligo di verifica previsto dall’art. 48-bis, comma 1, del D.P.R. n. 602/1973.
A decorrere dal 15 giugno 2026, gli uffici della PA devono effettuare la verifica:
La verifica riguarda l’eventuale inadempienza del beneficiario rispetto a obblighi di versamento derivanti da cartelle di pagamento di qualunque ammontare.
La circolare definisce un meccanismo operativo articolato in due fasi.
1. Verifica preventiva
L’ufficio competente (ad esempio, Ufficio Spese di Giustizia) verifica se il professionista risulta inadempiente rispetto a debiti iscritti a ruolo.
2. Gestione dell’esito
In caso di inadempienza, l’amministrazione procede al pagamento:
Rispetto alla disciplina previgente, la circolare evidenzia un cambiamento rilevante:
In termini operativi:
Questo sistema realizza una compensazione automatica tra credito professionale e debito fiscale o contributivo.
La circolare chiarisce che il criterio rilevante è la data del pagamento, indipendentemente:
Pertanto, rientrano nella nuova disciplina anche:
L’estensione generalizzata della verifica comporta per gli uffici:
In particolare, gli Uffici Spese di Giustizia sono direttamente coinvolti nella gestione delle nuove modalità di liquidazione.
Il meccanismo introdotto determina una priorità sostanziale del soddisfacimento dei crediti erariali e contributivi rispetto ai compensi professionali.
In termini applicativi, possono emergere specifiche criticità:
Tali aspetti richiedono un’attenta gestione operativa e un monitoraggio dei flussi di pagamento.
L’introduzione del comma 1-ter dell’art. 48-bis del d.P.R. n. 602/1973 configura un rafforzamento strutturale dei controlli nei rapporti economici tra Pubblica Amministrazione e professionisti.
Le principali direttrici della riforma sono:
Il nuovo assetto normativo, operativo dal 15 giugno 2026, richiede un adeguamento tempestivo delle procedure amministrative e una piena consapevolezza degli impatti da parte dei professionisti coinvolti.
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