Parità di trattamento: approvato il decreto attuativo

Pubblicato il 12 febbraio 2026

Il Consiglio dei Ministri ha approvato l'11 febbraio 2026, in esame preliminare, uno schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1499 del Consiglio del 7 maggio 2024 e della Direttiva (UE) 2024/1500 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 maggio 2024, relativa alle norme riguardanti gli organismi per la parità in materia di:

L’intervento normativo si inserisce nel processo di rafforzamento del sistema europeo di tutela antidiscriminatoria e mira a garantire, in tutti gli Stati membri, standard minimi armonizzati in relazione:

Il decreto legislativo, una volta definitivamente approvato, determinerà una riforma strutturale del modello italiano di tutela antidiscriminatoria.

Le direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500: contenuto e ratio

Le direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500 introducono una disciplina uniforme sugli organismi per la parità (equality bodies), con l’obiettivo di:

  1. rafforzarne l’autonomia e l’indipendenza istituzionale;
  2. garantire adeguate risorse finanziarie e professionali;
  3. assicurare poteri effettivi di indagine e intervento;
  4. migliorare l’accessibilità per le vittime di discriminazione;
  5. potenziare le funzioni di monitoraggio, raccomandazione e sensibilizzazione.

Le direttive non si limitano a ribadire principi già presenti nel diritto dell’Unione europea, ma introducono obblighi dettagliati e vincolanti, incidendo direttamente sull’assetto organizzativo nazionale.

La disciplina riguarda la parità di trattamento:

L’estensione trasversale della tutela comporta una revisione coordinata della normativa interna, con effetti potenziali anche in ambito civilistico, amministrativo e lavoristico.

Il recepimento nell’ordinamento italiano: armonizzazione e coordinamento

Il decreto legislativo recepisce dunque le direttive europee armonizzando il quadro normativo interno con gli standard minimi fissati dal diritto dell’Unione europea.

Uno degli aspetti più rilevanti del decreto riguarda l’introduzione di requisiti vincolanti relativi a:

Indipendenza istituzionale

Le direttive impongono che gli organismi per la parità:

Il decreto recepisce tali principi prevedendo la configurazione dell’organismo quale autorità amministrativa indipendente.

Autonomia organizzativa e regolamentare

L’organismo sarà dotato di:

Tali profili garantiscono la capacità di adottare regolamenti interni, definire procedure istruttorie e gestire le risorse senza interferenze esterne.

Le direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500 stabiliscono inoltre che gli Stati membri devono assicurare:

Il principio di adeguatezza assume rilievo anche in sede di controllo europeo, potendo incidere sulle valutazioni della Commissione europea in materia di corretta attuazione del diritto dell’Unione.

I poteri dell’Organismo per la parità

Il nuovo Organismo per la parità sarà titolare di poteri rafforzati rispetto all’assetto attuale.

Assistenza alle vittime di discriminazione

L’organismo potrà:

Attività istruttoria e indagini

Il decreto attribuisce poteri di:

Tali poteri dovranno essere esercitati nel rispetto delle garanzie procedimentali e della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Raccomandazioni e pareri

L’organismo potrà:

L’Organismo opererà a decorrere dal 1° gennaio 2027.

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