Passa alla Camera l’emendamento sull'articolo 31 del collegato lavoro che regola il ricorso all’arbitrato nei casi di controversie sul lavoro

Pubblicato il 29 aprile 2010 Collegato lavoro, 28 aprile 2010: la Camera approva le modifiche del relatore, Giuliano Cazzola, e respinge quasi tutti gli emendamenti dell'opposizione. Sì, quasi tutti. È approvato per un solo voto quello dell'ex ministro del lavoro, Cesare Damiano, sull'articolo 31 circa il momento in cui deve essere accertata la volontà del lavoratore della rinuncia al giudice ordinario per far ricorso ad un arbitro. Con l’emendamento la frase "controversie che dovessero insorgere" viene sostituita con le parole "controversie insorte". La volontà doveva essere accertata dalle commissioni di certificazione prima dell’insorgenza della controversia con il datore di lavoro (alla firma della clausola compromissoria), passato l’emendamento il lavoratore potrà scegliere tra giudice ordinario a arbitrato solo a causa insorta, ossia successivamente alla controversia.

Sacconi, il ministro del Lavoro, minimizza l’accaduto dichiarando che: “L’emendamento approvato ... non ha fortunatamente modificato la normativa attuativa dell’articolo 808 del Codice di procedura civile, come definita dallo stesso collegato, in materia di clausole compromissorie, con le quali le parti possono devolvere ad arbitri le controversie nascenti dal contratto ... Restano ovviamente, così come già stabiliti, i limiti entro cui le clausole possono essere sottoscritte, ovvero dopo il periodo di prova e senza riferimento al licenziamento”.
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