Pc da analizzare Sequestro legittimo

Pubblicato il 12 gennaio 2017

E’ legittimo il sequestro di computers presso lo studio di un medico indagato, se i fatti per cui si procede riguardano l’utilizzo di una componente nascosta del software in questione, che si attiverebbe solo mediante accorgimenti tecnici e che non è rintracciabile immediatamente. Ciò a maggior ragione, se le prospettazioni accusatorie parlano di un applicativo per la gestione parallela di profitti in nero nell'attività professionale.

E’ quanto, in sintesi, stabilito dalla Corte di Cassazione, terza sezione penale, respingendo il ricorso di un odontoiatra, indagato assieme ai colleghi di studio per dichiarazione infedele ex art. 4 D.Lgs. n. 74/2000, avverso il decreto di sequestro probatorio dei computers presso lo studio medesimo.

Ablazione intero sistema informatico Proporzionata

I giudici del riesame – spiegano gli ermellini – hanno correttamente illustrato le ragioni per cui risulta nella specie proporzionata l’ablazione dell’intero sistema informatico, occorrendo apprendere supporti hardware per poterli sottoporre ad analisi informatica, al fine di ricercare al loro interno i software utili ad accertare i fatti di incolpazione (software impiegati per la gestione di proventi in nero).

Al cospetto di detto apparato motivazionale – conclude la Corte con sentenza n. 1159 dell’11 gennaio 2017 - risultano dunque insussistenti le violazioni di legge dedotte dal ricorrente.

Se è certamente illegittimo per violazione del principio di proporzionalità ed adeguatezza, il sequestro a fini probatori di un sistema informatico che conduca ad una indiscriminata apprensione di tutte le informazioni, non può dirsi altrettanto nel caso di specie.

L’ablazione integrale di tutti i pc esistenti presso lo studio medico si appalesa difatti come necessaria, per la necessità di eseguire sugli stessi un’attività tecnica, atteso l’utilizzo di una componente nascosta (da rintracciare) per la commissione dei fatti contestati. 

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