Per dire sì al concordato un fax è insufficiente

Pubblicato il 10 novembre 2008
Con un decreto del 18 ottobre scorso, il Tribunale di Milano è intervenuto per chiarire alcuni aspetti relativi alla rinnovata struttura del concordato fallimentare. Secondo i giudici milanesi, in particolare, il comitato dei creditori, valutata la convenienza economica di una proposta di concordato, deve motivare espressamente la propria posizione e non appoggiarsi acriticamente alle indicazioni del curatore. Nel caso esaminato, un comitato di creditori, a fronte di due diverse proposte di concordato, aveva manifestato il proprio assenso ad una delle due proposte – quella su cui il curatore si era espresso con parere favorevole - via fax e senza palesare né motivare la propria posizione. Secondo il Tribunale, le deliberazioni, in seno al comitato, devono essere il frutto di un confronto tra i membri dello stesso i quali debbono far convergere i propri pareri in un unitario momento volitivo che deve, poi, sfociare in una manifestazione espressa ed intelligibile. Non può, quindi, ritenersi validamente formato un parere che non contenga una motivata ed espressa valutazione in quanto, in tal modo, viene sottratto il potere di scelta in capo a tutti i creditori.
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