Con comunicato diffuso il 5 gennaio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha annunciato la trasmissione al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) dello schema di decreto interministeriale che disciplina le modalità operative del nuovo Piano Transizione 5.0, previsto dalla Legge di bilancio 2026.
Il provvedimento rappresenta il tassello centrale per l’attuazione della misura, destinata a sostenere le imprese nella doppia transizione digitale e ambientale attraverso il meccanismo dell’iperammortamento. In attesa del concerto del MEF, del controllo della Corte dei conti e dei successivi decreti direttoriali, il contenuto della bozza consente già di delineare gli adempimenti procedurali, gli oneri documentali e le principali condizioni di accesso all’agevolazione.
Il Piano Transizione 5.0 si inserisce nel solco delle precedenti misure di incentivazione agli investimenti produttivi, rafforzandone l’impostazione con un esplicito collegamento agli obiettivi di digitalizzazione dei processi aziendali e di riduzione dell’impatto ambientale.
La misura, introdotta dalla Legge di bilancio 2026, è finalizzata a:
Lo strumento agevolativo individuato è l’iperammortamento, applicato sotto forma di superdeduzione del costo di acquisizione dei beni agevolabili.
Secondo quanto emerge dalla bozza di decreto attuativo, l’iperammortamento copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
La maggiorazione del costo fiscalmente deducibile è articolata per scaglioni:
Uno degli elementi centrali del decreto interministeriale riguarda la definizione di un iter procedurale strutturato, basato su tre comunicazioni obbligatorie da parte delle imprese beneficiarie.
In particolare, il decreto prevede:
Nel caso di investimenti relativi a più beni, il completamento coincide con la data di effettuazione dell’ultimo bene agevolato.
Il decreto conferma un impianto documentale differenziato in funzione del valore dell’investimento.
Per investimenti di importo:
In ogni caso, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili deve essere certificato tramite una certificazione contabile, rilasciata dal revisore dei conti o da un revisore legale esterno.
Tra i profili più rilevanti della bozza di decreto figura la disciplina dei requisiti di origine dei beni agevolabili, oggetto di ampio confronto con le associazioni imprenditoriali.
Per i beni materiali, non è richiesto che la produzione sia integralmente realizzata nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo. È sufficiente che il bene abbia subito, in tali territori, l’ultima trasformazione sostanziale, secondo quanto previsto dal Codice doganale dell’Unione.
Resta fermo l’obbligo di:
Per i software, il requisito è ulteriormente attenuato: il produttore o licenziante deve attestare che almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo sia riconducibile a soggetti UE o SEE, indicando il luogo dello sviluppo sostanziale e l’eventuale utilizzo di componenti open source.
Il decreto dedica specifiche disposizioni agli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Tra le spese agevolabili rientrano:
Gli impianti possono essere localizzati anche in unità catastali diverse dalla struttura produttiva principale, purché collegate alla stessa tramite punti di prelievo (POD) riconducibili alla medesima sede.
Il dimensionamento degli impianti per autoconsumo è limitato al fabbisogno della struttura produttiva, determinato sulla base dei consumi medi annui del 2025, includendo anche i consumi equivalenti di energia termica.
Le attività di verifica e controllo sono attribuite al Gestore dei servizi energetici (GSE), sulla base di una convenzione con il MIMIT.
Le imprese beneficiarie sono tenute a:
Tra le cause di decadenza dall’iperammortamento rientrano, in particolare:
Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".