Prescrizione, stop dal 1° gennaio. Camere penali: riforma da abrogare

Pubblicato il 23 dicembre 2019

Sul fronte della prescrizione nessuna novità. Pertanto, a partire dal 1° gennaio 2020, entrerà in vigore la riforma a firma Bonafede, contenuta nella Legge "Spazzacorrotti" e che sancisce lo stop della prescrizione penale dopo la sentenza di primo grado.

All’interno della maggioranza non si è trovato alcun accordo, posto che le parti politiche sono rimaste ferme sulle proprie posizioni. Da una parte, il ministro della Giustizia e i Cinque Stelle, promotori della riforma, considerata un obiettivo storico del Movimento, dall’altra, il PD e Italia Viva, contrari al blocco della prescrizione in assenza di misure che garantiscano una ragionevole durata del processo.

Tuttavia, è ormai troppo tardi per intervenire prima dell'imminente scadenza. La discussione sulla riduzione dei tempi processuali, comunque, dovrebbe riprendere dal 7 gennaio.

Nel frattempo, il Pd ha annunciato il deposito di una proposta di legge, appunto sulla ragionevole durata dei processi, proposta che, da quanto annunciato, verrebbe portata avanti a prescindere dall’accordo con il M5S.

Presso la Camera, invece, è in corso l’esame della proposta di legge presentata dall’opposizione (Costa - Forza Italia), rispetto alla quale è stato fissato, all’8 gennaio 2020, il termine per la presentazione degli emendamenti.

Camere penali: iniziative per abrogare la riforma

In vista dell’ormai imminente entrata in vigore della nuova disciplina sulla prescrizione, le Camere penali hanno rilanciato il loro impegno “per l’abrogazione di quella sciagurata riforma”.

E’ quanto si legge in una lettera che l’Unione delle Camere penali italiane ha inviato ai presidenti e agli iscritti.

Due sono gli obiettivi dell’UCPI:

CNF: impegno Avvocatura per confronto su riforma del processo penale

E il Consiglio Nazionale Forense ha invece ricordato che resta “il necessario impegno dell'avvocatura tutta, e certamente del Cnf, nell’incessante e sempre dialettico confronto con il Governo e la politica, per la costruzione di una riforma del processo penale - ferma la necessità di proseguire con investimenti in mezzi e personale- che eviti le conseguenze derivanti dalla eliminazione della prescrizione non potendosi fare a meno di previsioni che fissino termini perentori per la durata delle indagini preliminari e delle diverse fasi processuali. Come già evidenziato dal Cnf in questi mesi, le soluzioni tecniche ci sono”.

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