Raddoppio dei termini, ultimo giorno con le vecchie regole

Pubblicato il 01 settembre 2015

Il 2 settembre 2015, con l'entrata in vigore del decreto legislativo sulla certezza del diritto (Dlgs 128/2015 pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 190 del 18 agosto 2015), scattano le nuove regole del raddoppio dei termini di decadenza dall’accertamento in presenza di violazioni penali tributarie.

L’articolo 2 del Dlgs citato introduce un limite alla disciplina del raddoppio dei termini per l’accertamento in caso di reato tributario: il raddoppio non opera qualora la denuncia da parte dell'amministrazione finanziaria sia presentata o trasmessa oltre la scadenza ordinaria dei termini. Dunque il termine ordinario è raddoppiato solo in caso di denuncia all’autorità giudiziaria da parte dell’Amministrazione finanziaria inviata entro i termini ordinari dell’accertamento.

Dunque, chi vuole accedere alla voluntary disclosure può farlo con tranquillità anche per le attività e le imposte riferite ad annualità per le quali siano scaduti i termini per l’accertamento fiscale.

Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Inail, obbligo codice Cnel dal 12 gennaio. Cosa cambia

27/01/2026

Congedo parentale fino a 14 anni solo per dipendenti. Contatore da aggiornare

27/01/2026

Casa familiare: convivenza di coniuge e figli non vale accettazione dell’eredità

27/01/2026

Rottamazione quinquies e CPB: precisazioni dal Fisco

27/01/2026

Contributi sanitari integrativi: non imponibili anche senza rapporto di lavoro

27/01/2026

Imposta di soggiorno: il gestore risponde davanti al giudice tributario

27/01/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy