Ramo d'azienda, cessione con stima veritiera

Pubblicato il 23 aprile 2014 La carenza di una adeguata motivazione alla cessione del ramo d'azienda non determina, di per sé, l'illegittimità dell'operazione.

Sulla base di questo assunto la Corte di cassazione – sentenza n. 9090 del 22 aprile 2014 – ha confermato la decisione con cui i giudici di merito avevano respinto il ricorso di alcuni lavoratori volto all'annullamento della cessione di un ramo d'azienda dell'impresa di cui gli stessi erano dipendenti.

La cessione del ramo in perdita avrebbe meritato l'annullamento – sottolinea la Corte – nel caso, ad esempio, in cui la stima del valore del settore oggetto dell'operazione fosse stata inveritiera ma non esclusivamente perché fosse carente di motivazione.
Condividi l'articolo
Potrebbe interessarti anche

Somministrazione di lavoro: quando non si applica il limite dei ventiquattro mesi

20/03/2026

Risoluzione e fallimento: le Sezioni Unite su concorso e opponibilità

20/03/2026

Credito d’imposta mediazione: domande entro il 31 marzo 2026

20/03/2026

Uniemens, malattia: nuove istruzioni INPS e periodo transitorio

20/03/2026

CNDCEC: aggiornati i modelli di relazione del collegio sindacale per i bilanci 2025

20/03/2026

Filiere agroalimentari e fatturazione elettronica: obbligo del codice CUN

20/03/2026

Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".

Leggi informativa sulla privacy