Residenze fittizie all'estero, servono prove rigorose

Pubblicato il 03 settembre 2008

La Commissione tributaria regionale del Lazio, con sentenza n. 48/26/08 depositata il 17 giugno scorso, ha accolto il ricorso presentato dall'attrice, Ornella Muti, contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Roma che l'aveva condannata per evasione fiscale. Secondo i giudici tributari di secondo grado, spetta al fisco, come attore sostanziale, dimostrare, con prove certe, precise e concordanti, che il contribuente abbia trasferito solo fittiziamente la propria residenza all'estero. Secondo la Commissione regionale, gli elementi raccolti dalle Entrate, quali i continui coinvolgimenti con la casa di moda Armani, le apparizioni nelle riviste nazionali, i ricorrenti interventi televisivi, l'assunzione di una persona che si prendesse cura dei figli, l'utenza telefonica a suo nome nell'elenco di Roma e l'uso di carte di credito in Italia provano solo il soggiorno dell'attrice in Italia, ma non che la stessa dimori nel territorio nazionale.

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