Riforma delle professioni: lo sconcerto del Cndcec

Pubblicato il 14 luglio 2011 Parla di “metodo sconcertante” il presidente del Cndcec, Siciliotti, in una nota del Consiglio nazionale, approvata all’unanimità dai vertici territoriali e da tutte le sigle sindacali della categoria nel corso della seconda Assemblea dei presidenti dei 143 Ordini territoriali, sul comportamento del Governo tenuto in questi giorni nel tema delle professioni. Il balletto delle disposizioni in merito, che entravano e uscivano dalla manovra, è un chiaro segnale di un disegno che punta ad un futuro senza Ordini. E’ per bloccare questo “progetto tanto scellerato” che nella nota si chiede “un immediato ricompattamento delle fila tra tutti gli ordini professionali”. Intanto, sull’intenzione del Governo di abolire l’esame di Stato per alcune professioni, il Consiglio nazionale, che intende agire di concerto con altre professioni, ha incaricato un giurista perché ne verifichi l’eventuale incostituzionalità.

Altre due emergenze sono state al centro dei dibattiti dell’Assemblea.

Sulla riforma della giustizia tributaria si parla di follia per l’espulsione dei professionisti dalle commissioni tributarie. Ad aggravare al situazione contribuiscono la mancata previsione di una magistratura tributaria specializzata e l’apertura all’Avvocatura dello Stato.

Circa la revisione legale si sottolinea la persistenza dei “veri nodi della questione ... ossia l’equipollenza dei percorsi di accesso, l’equipollenza degli obblighi di formazione continua, la tenuta del registro”. In merito all’ultimo punto pare assurda la possibilità di sottrarla al Consiglio nazionale che, dal 2008, lo ha gestito con grande competenza e capacità.
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