Riforma fiscale: ok preliminare al Testo unico su adempimenti e accertamento

Pubblicato il 23 aprile 2026

Il Consiglio dei ministri del 22 aprile 2026, oltre ad approvare il Documento di finanza pubblica 2026, ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo che introduce il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di adempimenti e accertamento. Il provvedimento, proposto dal ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, rientra nell’attuazione della delega per la revisione del sistema tributario prevista dalla Legge n. 111 del 9 agosto 2023 e punta a riordinare in un quadro unitario una disciplina oggi distribuita tra molteplici fonti normative.

Riforma fiscale: ok preliminare al TU in materia di adempimenti e accertamento

Con il via libera preliminare del CdM prende forma un nuovo testo di riferimento per gli adempimenti tributari e le attività di accertamento. Il decreto legislativo è composto da 368 articoli e ha l’obiettivo di individuare in modo puntuale le disposizioni vigenti, organizzarle per materie omogenee, coordinarle sul piano formale e sostanziale e abrogare le norme non più attuali o incompatibili.

L’impostazione scelta dal Governo è quella del riordino. Le disposizioni già vigenti confluiscono nel nuovo impianto senza modificarne, in linea generale, la portata applicativa, salvo gli aggiornamenti necessari e le norme di coordinamento richieste da esigenze sistematiche. L’operazione mira quindi soprattutto a semplificare la lettura del quadro normativo e a offrire un riferimento più chiaro a contribuenti, professionisti e Amministrazione finanziaria.

Le tre parti del provvedimento

Il Testo unico è articolato in tre Parti.

La Parte I, dedicata agli adempimenti, disciplina l’Anagrafe tributaria, il codice fiscale, le scritture contabili e la semplificazione digitale. In questa sezione rientrano anche gli obblighi dichiarativi e comunicativi relativi alle imposte sui redditi e all’IVA, oltre alla disciplina degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e delle liquidazioni periodiche.

La Parte II, relativa a collaborazione, controlli e accertamento, raccoglie le norme sull’adempimento collaborativo, sul concordato preventivo biennale, sugli interpelli per i nuovi investimenti, sui meccanismi di definizione delle controversie e sulle procedure di accertamento, compreso l’accertamento con adesione. Nella stessa sezione trovano spazio anche le regole sui poteri dell’Amministrazione finanziaria e sullo scambio automatico di informazioni a livello internazionale.

La Parte III contiene infine le disposizioni transitorie e finali, necessarie a completare il coordinamento del nuovo assetto normativo.

Riordino delle norme e semplificazione operativa

Il decreto interviene in un ambito da tempo caratterizzato da una forte stratificazione normativa. Il nuovo testo unico accorpa infatti disposizioni oggi sparse tra leggi, decreti e successive modifiche, con l’obiettivo di ridurre la frammentazione e rendere più agevole la consultazione delle regole applicabili.

Uno dei profili centrali è la digitalizzazione degli adempimenti. Il riordino valorizza l’uso degli strumenti telematici nei rapporti tra contribuente e Fisco e si collega al rafforzamento di strumenti come il Cassetto fiscale. In questo quadro si inserisce anche l’introduzione di un modello unico di delega per l’accesso ai servizi dell’Agenzia delle entrate.

Codice fiscale, Anagrafe tributaria e scritture contabili

Tra i contenuti del provvedimento assume rilievo il consolidamento delle norme sul codice fiscale, confermato come elemento centrale per l’identificazione del contribuente, e il riordino della disciplina dell’Anagrafe tributaria, sempre più orientata a procedure digitali e a flussi informativi telematici.

Il testo coordina anche le regole sulle scritture contabili, distinguendo tra contabilità ordinaria e semplificata e chiarendo alcuni aspetti legati alla tenuta dei registri con sistemi elettronici. L’impostazione è coerente con l’evoluzione digitale già in atto e punta a ridurre il peso di adempimenti formali non più allineati con l’operatività di imprese e professionisti.

Le misure di maggiore interesse operativo

Accanto al riordino generale, nel provvedimento emergono alcuni elementi di particolare interesse pratico.

Tra questi, la facoltà per il contribuente di chiedere, entro il termine per il ricorso, che le perdite pregresse non utilizzate siano computate in diminuzione dei maggiori imponibili accertati.

Sul fronte delle notifiche viene inoltre rafforzato il ricorso al domicilio digitale e alla PEC, con una disciplina che tiene conto anche delle ipotesi di indirizzo non valido o casella satura.

Il testo coordina poi la disciplina degli ISA con il concordato preventivo biennale, confermando il ruolo degli indici di affidabilità fiscale nell’ambito degli strumenti di compliance e dei relativi benefici premiali.

Cripto-attività, piattaforme digitali e scambio di informazioni

Il nuovo testo unico guarda anche ai profili più recenti della fiscalità. Nel riordino rientrano infatti le disposizioni sullo scambio internazionale di informazioni, comprese quelle relative alle cripto-attività, e gli obblighi di comunicazione posti a carico dei gestori di piattaforme digitali, in linea con l’evoluzione del quadro europeo.

Si tratta di un passaggio significativo, perché conferma la volontà di inserire nel testo unico non solo la disciplina tradizionale degli adempimenti e dell’accertamento, ma anche le regole che riguardano i nuovi modelli economici e i flussi informativi sovranazionali.

Abrogazioni e decorrenza del nuovo assetto

Il decreto contiene anche le disposizioni finali dirette a coordinare il nuovo impianto con la normativa previgente. In particolare, vengono individuate le norme destinate a essere abrogate o assorbite nel Testo unico, completando così l’operazione di riordino.

Il via libera del 22 aprile 2026 rappresenta per ora un’approvazione in esame preliminare. Il provvedimento dovrà quindi completare il proprio iter, ma segna già un passaggio rilevante nell’attuazione della riforma fiscale, con l’obiettivo di rendere più organico, leggibile e coerente il quadro delle regole in materia di adempimenti e accertamento.

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