Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera preliminare, nella riunione del 18 febbraio 2026, al settimo Testo Unico riguardante le imposte sui redditi, un passo fondamentale nell'ambito della riforma fiscale in corso.
Questo decreto legislativo, composto da ben 376 articoli e 9 allegati, si inserisce all'interno di un ampio progetto di riorganizzazione della normativa tributaria, che ha visto oltre 1.200 modifiche dal 1986, anno in cui è stato introdotto il primo Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR).
La necessità di un riordino sistematico e di una maggiore chiarezza ha portato alla creazione di un nuovo impianto normativo, che punta a rendere il sistema fiscale più ordinato e facilmente comprensibile.
Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha espresso orgoglio per il risultato ottenuto, sottolineando come questo nuovo Testo Unico rappresenti un passo decisivo verso la semplificazione fiscale. "Il TUIR ha subito oltre 1.200 modifiche nel corso degli anni", ha dichiarato Leo, evidenziando come fosse necessario fare ordine.
Con il nuovo provvedimento, si punta a garantire maggiore certezza del diritto, ridurre la complessità e migliorare la trasparenza per contribuenti, professionisti e imprese.
L'intento è quello di sistematizzare e armonizzare le disposizioni esistenti, raccogliendo e integrando le varie modifiche intervenute nel tempo, creando così un impianto unico che risponda alle esigenze del sistema tributario moderno. La riforma va oltre un semplice aggiornamento delle norme: è un intervento strutturale che rinforza la qualità della legislazione fiscale.
Il nuovo Testo Unico non riguarda solo il regime tradizionale delle imposte, ma integra anche regole più moderne come la global minimum tax e la flat tax per le partite IVA.
Tra le novità più rilevanti ci sono anche le modifiche relative alle locazioni brevi, alla cedolare secca, agli sconti d’imposta per forze di polizia e militari, e all'iperammortamento. La riforma include, inoltre, regimi particolari come quelli per le imprese marittime, le Siiq-Siinq (Società di investimento immobiliare) e le società di comodo.
Un altro punto importante riguarda le disposizioni internazionali: il nuovo testo prevede l'integrazione delle regole relative alle operazioni straordinarie nell'ambito dell'Unione Europea e delle normative sui flussi fiscali internazionali.
Sono state introdotte anche disposizioni sui disallineamenti da strumenti ibridi e sulla global minimum tax, una misura che mira a garantire una tassazione minima per i grandi gruppi multinazionali, coordinata tra circa 140 paesi.
Con questo nuovo Testo Unico, il governo italiano continua il suo lavoro di riorganizzazione del sistema fiscale, un percorso che mira a rendere la normativa più accessibile e a migliorare la competitività del paese.
Il viceministro ha infatti annunciato che l'ottavo e ultimo Testo Unico, dedicato all’accertamento fiscale, è già in fase di preparazione, e l'intero progetto sarà completato entro la fine della legislatura.
La riforma fiscale rappresenta, dunque, una pietra miliare nel cammino verso un sistema tributario più efficiente, che promuove la trasparenza e la certezza per tutti i soggetti coinvolti, dai singoli contribuenti alle grandi imprese.
Ai sensi dell'individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei dati personali - Regolamento (UE) n.2016/679 (GDPR)
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei "social plugin".