Riforma ordinamento forense: si allenta il regime delle incompatibilità

Pubblicato il 05 settembre 2025

Sì del Governo alla riforma ordinamentale forense: novità in tema di incompatibilità, regolamentazione della monocommittenza, compenso per obiettivi, e nuove norme su formazione e esame di Stato per gli avvocati.

Riforma dell'ordinamento forense: le novità introdotte dal Ddl delega  

Nella seduta del 4 settembre 2025, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega per la riforma dell’ordinamento professionale forense, che propone modifiche alla disciplina della professione di avvocato in Italia.

Il disegno di legge è parte di un più ampio pacchetto di riforme previste per gli ordinamenti professionali, destinate a modernizzare e rendere più coerente l’intero sistema delle professioni regolamentate.

Testo al Parlamento poi i decreti attuativi

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, il disegno di legge dovrà passare attraverso il dibattito parlamentare e successivamente sarà necessario l’adozione di decreti attuativi per la concreta applicazione delle modifiche.

Il disegno di legge si propone di rispondere alle nuove esigenze della professione forense e di aggiornare la Legge n. 247 del 2012, con l’obiettivo di migliorare e modernizzare il sistema legale, in linea con le sfide del contesto sociale ed economico odierno.

Principali novità della riforma dell'ordinamento forense  

Libertà, indipendenza e giuramento professionale

La riforma, in primo luogo, ribadisce il principio della libertà e indipendenza dell'avvocato, essenziali per il corretto esercizio della professione.

Viene anche reintrodotto il giuramento professionale, che ogni avvocato dovrà prestare all’ingresso nella professione.

Modifiche al regime delle incompatibilità  

Una delle novità principali riguarda l’allentamento del regime delle incompatibilità. Fino ad oggi, gli avvocati erano soggetti a numerose restrizioni riguardo le attività che potevano svolgere parallelamente alla professione legale. La riforma introduce delle modifiche a queste restrizioni, ampliando le opportunità professionali per gli avvocati.

Ampliato il catalogo delle attività “compatibili”

Con la riforma, gli avvocati potranno ricoprire cariche di amministratore unico di società di capitali, di consigliere delegato, presidente o liquidatore.

Potranno inoltre ricoprire incarichi di amministratore di condominio e agente sportivo, attività prima precluse. Viene anche confermata la possibilità di svolgere attività di insegnamento o ricerca in materie giuridiche.

Le attività ancora incompatibili con la professione legale rimangono il lavoro subordinato, l’attività notarile e l’esercizio d’impresa, che continuano a non essere consentite.

Si armonizza, inoltre, la disciplina degli avvocati degli enti pubblici, imponendo l'iscrizione all'albo e limitando le prestazioni professionali all'ente di appartenenza.

Professione in forma collettiva, STP, società tra avvocati e reti professionali

Professione in forma collettiva  

La riforma dell'ordinamento forense introduce disposizioni per favorire lo svolgimento della professione in forma collettiva, con particolare attenzione alle associazioni professionali.

Per le associazioni forensi, vengono stabiliti gli elementi negoziali essenziali che devono essere inclusi nel contratto associativo. Inoltre, è previsto che un'associazione possa essere qualificata come “forense” solo se la maggioranza degli associati è costituita da avvocati.

Società tra Professionisti (STP)  

La riforma permette agli avvocati di esercitare attività di consulenza anche all'interno delle società tra professionisti (STP), in cui è possibile collaborare con altre figure professionali, come commercialisti e ingegneri, per offrire servizi integrati a clienti con esigenze multidisciplinari.

Società tra avvocati  

Per le società tra avvocati, la riforma stabilisce che i soci aventi una partecipazione corrispondente ad almeno due terzi del capitale sociale, dei diritti di voto e del diritto di partecipazione agli utili debbano essere avvocati iscritti all’albo.

La legge prevede che i soci non professionisti possano essere ammessi solo per prestazioni tecniche o finalità di investimento, escludendo che la società possa prestare attività a favore di soci non professionisti o di soggetti a loro collegati.

Reti professionali  

Un aspetto importante della riforma riguarda le reti professionali, che consentono agli avvocati di partecipare a reti multidisciplinari, collaborando con altre figure professionali, come commercialisti e ingegneri, per affrontare progetti che richiedono competenze integrate.

Un contratto di rete, che abbia come oggetto attività legali, deve coinvolgere almeno due avvocati iscritti all’albo, garantendo così che l'esercizio dell'attività forense sia sempre in linea con i principi della professione.

Monocommittenza e collaborazione continuativa  

Regolamentazione della monocommittenza  

Ulteriore novità di rilievo è la regolamentazione della monocommittenza: si consente agli avvocati di lavorare in via esclusiva per un altro collega o all’interno di forme aggregate, senza che ciò venga considerato un rapporto di lavoro subordinato.

Il compenso per tale attività sarà definito secondo parametri che verranno stabiliti dal Ministero della Giustizia in collaborazione con il Consiglio Nazionale Forense.

Modifiche al Codice deontologico e al segreto professionale  

Codice deontologico  

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) avrà il compito di gestire l’emanazione e l’aggiornamento del codice deontologico, il quale dovrà rispecchiare le necessità della professione legale moderna e garantire elevati standard etici.

Rafforzamento del segreto professionale  

Il segreto professionale sarà confermato come assoluto e inviolabile, proteggendo la riservatezza dei dati e delle comunicazioni tra avvocato e cliente, indipendentemente dal supporto utilizzato (documenti cartacei, digitali, audio o video).

Sono previste deroghe limitate, ad esempio nei casi in cui la divulgazione dell’informazione sia necessaria per prevenire la commissione di un crimine.

Compenso per obiettivi e responsabilità solidale  

Compenso per obiettivi  

Il compenso degli avvocati potrà essere legato al raggiungimento di obiettivi specifici, rispettando il principio di proporzionalità. Sebbene il patto di quota lite rimanga vietato, gli avvocati potranno accordarsi liberamente sul compenso, a meno che non siano previste disposizioni specifiche per l’equo compenso.

Responsabilità solidale nel pagamento del compenso  

Il disegno di legge introduce il concetto di responsabilità solidale nel pagamento del compenso. In caso di procedimenti giudiziali o arbitrali conclusi tramite accordo, i soggetti coinvolti potranno essere ritenuti responsabili in solido per il pagamento del compenso agli avvocati.

Tirocinio ed esame di stato  

Tirocinio  

Il tirocinio per l’abilitazione alla professione legale avrà una durata di 18 mesi e comprenderà una parte pratica e una parte teorica, con l’obbligo di frequentare corsi di formazione nelle scuole forensi o altre istituzioni accreditate.

Esame di Stato  

L’esame di Stato subirà delle modifiche, con l’introduzione di due prove scritte (un parere e un atto) e una prova orale. Questo cambiamento mira a testare in modo più completo le competenze professionali degli aspiranti avvocati.

Sistema disciplinare: garanzie e riabilitazione  

Sistema disciplinare  

Il sistema disciplinare viene aggiornato, con l’introduzione di un rito semplificato per le condotte lievi. In caso di infrazioni minori, sarà previsto un richiamo verbale. Inoltre, il termine di prescrizione per i procedimenti disciplinari sarà di sei anni, con un limite massimo fissato a sette anni e sei mesi.

Riabilitazione per avvocati sanzionati  

Gli avvocati che sono stati sanzionati con penalità diverse dalla radiazione avranno la possibilità di riabilitarsi, una sola volta, dimostrando di aver adempiuto correttamente alle proprie responsabilità professionali.

Le ulteriori misure

Competenze esclusive dell'avvocato  

La riforma conferma che le attività di consulenza e assistenza legale svolte in modo continuativo e sistematico sono esclusive degli avvocati. Queste competenze sono strettamente legate all'attività giurisdizionale, salvo le attribuzioni riservate ad altre professioni.

Carattere personale dell'incarico  

Viene ribadito che l’incarico conferito all’avvocato ha un carattere personale, anche quando il professionista opera all’interno di associazioni o società professionali. Questo principio garantisce che l'avvocato mantenga la responsabilità diretta nel gestire il caso, preservando l'autonomia professionale e evitando che il cliente possa essere assistito da un altro avvocato senza il suo consenso.

Formazione e aggiornamento professionale  

Il disegno di legge prevede l’obbligo di aggiornamento professionale annuale per gli avvocati, mantenendo la necessità di formazione continua. Inoltre, viene razionalizzata la disciplina delle specializzazioni forensi, con l’obiettivo di semplificarne l’organizzazione e l'accesso.

Sistema elettorale per i Consiglieri dell'Ordine  

La riforma interviene anche sul sistema elettorale per i consiglieri dell’Ordine e il Consiglio Nazionale Forense, stabilendo una durata triennale dei mandati e la possibilità di essere eletti per tre mandati consecutivi (rispetto ai due attuali).

Il percorso di riforma continuerà con l’approvazione definitiva del disegno di legge e l’adozione dei decreti attuativi, che concretizzeranno questi cambiamenti nelle normative pratiche della professione.

La soddisfazione del CNF alla Riforma Forense  

Il Consiglio Nazionale Forense (CNF) ha accolto con soddisfazione l'approvazione del disegno di legge delega per la riforma dell'ordinamento forense.

Francesco Greco, presidente del CNF, ha sottolineato che questa riforma rappresenta un passo importante per rendere la professione legale più moderna, inclusiva e vicina ai bisogni della società.

Tra le principali innovazioni apprezzate, Greco ha evidenziato il miglioramento del regime delle incompatibilità, l’investimento nella formazione professionale e il rafforzamento del segreto professionale, tutti elementi che confermano la centralità dell’avvocato nel sistema giuridico.

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