Riscatto parziale del Fondo Pensione nelle ipotesi di accesso al contratto di espansione

Pubblicato il 25 ottobre 2021

Con quesito alla Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, il Fondo istante intende conoscere se l'adesione al contratto di espansione disciplinato dall'art. 41, decreto legislativo n. 148/2015, sottoscritto in sede governativa, possa consentire il diritto al riscatto anticipato dell'accantonamento individuale.

Si rammenta che, l'adesione all'esodo riguarda i lavoratori che abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro e che, alla data di risoluzione, si trovino a non più di 60 mesi dalla prima decorrenza utile a carico dell'AGO.

Nel quesito posto dal Fondo, lo stesso intende conoscere se l'adesione alla risoluzione consensuale suddetta sia riconducibile alle fattispecie di cui all'art. 14, comma 2, lett. b), decreto legislativo n. 252/2005, ovverosia il riscatto della posizione in caso di cassa integrazione guadagni, atteso che, con gli orientamenti interpretativi della COVIP, il fattore comune per l'erogazione è la cessazione del rapporto di lavoro ovvero la totale sospensione dell'attività lavorativa.

Altresì, in analogia con la risposta fornita dall'Agenzia delle Entrate nell'interpello 11 maggio 2021, n. 330, secondo cui le ipotesi di riscatto parziale della posizione individuale dal predetto art. 14, comma 2, lett. b), D. Lgs. n. 252/2005 si concretizzano anche nel caso di adesione all'accordo collettivo aziendale di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro di cui all'art. 14, comma 3, D. Lgs. n. 104/2020, si deve ritenere che anche nel caso di esodo anticipato collegato al contratto di espansione possa essere esercitata la facoltà di riscatto parziale della posizione individuale ai sensi della disciplina soprarichiamata.   

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