In data 23 aprile 2026, l’Unione Nazionale delle Camere Civili (UNCC) ha diffuso un comunicato stampa con cui richiama l’attenzione del Parlamento su una criticità emersa nell’ambito della disciplina della rottamazione-quinquies, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, comma 82) e attuata nel contesto del D.L. n. 38/2026 (c.d. decreto fiscale).
L’intervento dell’UNCC si colloca in una fase ancora aperta del procedimento legislativo, evidenziando la necessità di un correttivo in sede di conversione del decreto.
La rottamazione-quinquies consente ai contribuenti di definire i debiti iscritti a ruolo senza corresponsione di sanzioni, interessi di mora e aggio, con termine per la presentazione delle domande fissato al 30 aprile 2026.
Tuttavia, a differenza della precedente rottamazione-quater, la normativa vigente non prevede una disposizione che abiliti gli enti previdenziali privatizzati a deliberare l’adesione alla definizione agevolata.
Tra tali enti rientra Cassa Forense, che ha confermato formalmente, con comunicato del 29 gennaio 2026, l’impossibilità di aderire alla sanatoria in assenza di una specifica previsione legislativa.
Secondo quanto evidenziato dall’UNCC, l’assenza della norma abilitante determina una disparità di trattamento tra categorie di contribuenti:
Il comunicato precisa che la platea interessata non è riconducibile a fenomeni evasivi, bensì a professionisti che hanno regolarmente dichiarato i redditi, ma che si trovano in una situazione di oggettiva difficoltà finanziaria nel sostenere i versamenti contributivi.
La situazione descritta presenta implicazioni rilevanti sia sotto il profilo economico sia sotto il profilo ordinamentale. In particolare:
Tale contesto, secondo l’UNCC, giustifica un intervento normativo volto a ristabilire condizioni di equità tra contribuenti.
L’Unione Nazionale delle Camere Civili, ciò posto, propone l’introduzione di un emendamento al D.L. n. 38/2026, finalizzato, in primo luogo, a reintrodurre una norma analoga all’art. 1, comma 251, della Legge n. 197/2022, che consenta agli enti previdenziali privatizzati di deliberare l’adesione alla rottamazione-quinquies per i carichi contributivi relativi al periodo 1° gennaio 2000 – 31 dicembre 2023.
Contestualmente, si chiede di prevedere una proroga del termine di adesione, attualmente fissato al 30 aprile 2026, al fine di consentire:
L’intervento richiesto viene qualificato dall’UNCC come una misura di coerenza dell’ordinamento, volta a evitare trattamenti differenziati non giustificati tra categorie omogenee di contribuenti.
La questione assume rilievo anche in relazione ai precedenti normativi, considerato che nella rottamazione-quater era stata espressamente prevista la possibilità di adesione per gli enti previdenziali privatizzati, successivamente esercitata da Cassa Forense.
Alla luce della scadenza imminente del termine per la presentazione delle domande, il tema si presenta come urgente nell’ambito del procedimento di conversione del decreto fiscale, attualmente all’esame del Parlamento.
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