Rottamazione quinquies 2026, domanda entro il 30 aprile: scadenze e pagamenti

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La rottamazione quinquies entra nella fase decisiva. Manca ormai poco alla prima scadenza prevista dalla definizione agevolata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026: entro il 30 aprile 2026 i contribuenti interessati dovranno trasmettere la domanda di adesione esclusivamente con modalità telematica. Si tratta di un passaggio importante, perché da questa data dipende l’accesso al beneficio che consente di regolarizzare i debiti ammessi con un alleggerimento significativo degli importi accessori.

A ridosso della scadenza restano ferme alcune certezze operative, ma continuano a circolare anche ipotesi di correttivi normativi, in particolare sul fronte della possibile riapertura della rottamazione quater per i decaduti. Per chi intende sfruttare la misura, il quadro impone quindi di distinguere tra ciò che è già definito e ciò che, invece, è ancora oggetto di valutazione politica e tecnica.

Le tre date chiave da segnare

Il calendario della rottamazione quinquies ruota attorno a tre passaggi fondamentali.

  • Il primo è il 30 aprile 2026, ultimo giorno utile per presentare la domanda di adesione.
  • Il secondo è il 30 giugno 2026, termine entro cui l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà inviare ai richiedenti la Comunicazione delle somme dovute, con l’esito dell’istanza e i moduli per il pagamento.
  • Il terzo è il 31 luglio 2026, scadenza prevista per il versamento in unica soluzione oppure della prima rata del piano agevolato.

Queste tre date rappresentano l’ossatura dell’intera procedura: adesione, risposta dell’Agente della riscossione e avvio dei pagamenti.

Cos’è la rottamazione quinquies: le novità della Legge di Bilancio 2026

Prima di passare alle istruzioni operative, è utile soffermarsi sulle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.

La rottamazione quinquies è una nuova definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione relativa ai debiti trasmessi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma con un perimetro più selettivo rispetto alla rottamazione quater. La misura riguarda, in particolare:

  • i debiti derivanti da omessi versamenti risultanti dalle dichiarazioni annuali, le somme dovute a seguito dei controlli automatici e formali, i contributi previdenziali dovuti all’INPS non richiesti a seguito di accertamento e le sanzioni del Codice della strada irrogate dalle Prefetture.

Possono rientrare anche alcuni carichi già inseriti in precedenti definizioni agevolate poi decadute, comprese le posizioni della rottamazione quater non regolarizzate entro il 30 settembre 2025. Restano invece esclusi i debiti derivanti da attività di accertamento, quelli affidati da enti locali e Regioni, come in linea generale Tari e bollo auto, nonché le posizioni già integralmente regolarizzate nell’ambito della quater.

La novità normativa, quindi, non consiste in un ampliamento generalizzato della sanatoria, ma in una nuova definizione agevolata rivolta a un insieme circoscritto di carichi.

Che cosa cambia in concreto per chi aderisce alla rottamazione quinquies

Per il contribuente, il cambiamento più rilevante riguarda il costo effettivo della regolarizzazione. Chi aderisce alla rottamazione quinquies può infatti estinguere i debiti ammessi versando soltanto il capitale, insieme alle spese di notifica e alle eventuali spese esecutive, senza dover corrispondere sanzioni, interessi iscritti a ruolo, interessi di mora, aggio e, per i crediti previdenziali, neppure le sanzioni civili. Per le multe stradali di competenza prefettizia resta invece dovuto l’importo della sanzione principale, mentre vengono meno gli interessi e l’aggio.

È questo il tratto che distingue la misura dalla rateizzazione ordinaria: non si limita a diluire il pagamento, ma consente un abbattimento reale del debito complessivo.

Dilazione e tempi di pagamento: la vera novità sul piano operativo

Sul piano operativo, uno degli elementi più significativi della rottamazione quinquies è la maggiore ampiezza della dilazione. Il contribuente può scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2026 oppure un piano fino a 54 rate bimestrali di pari importo, distribuite nell’arco di nove anni.

  • In caso di rateazione, le prime tre rate scadono il 31 luglio 2026, il 30 settembre 2026 e il 30 novembre 2026.
  • Dal 2027 il calendario entra a regime con sei appuntamenti fissi ogni anno: 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre.
  • Il piano si chiude nel 2035, con le ultime tre rate in scadenza il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio.

Resta fermo il limite minimo di 100 euro per ciascuna rata e, in caso di pagamento dilazionato, si applicano interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026. È proprio questa scansione più lunga e sostenibile a rappresentare una delle differenze più marcate rispetto alle precedenti rottamazioni.

Come si presenta la domanda di adesione

La domanda per aderire alla rottamazione quinquies deve essere trasmessa esclusivamente online entro il 30 aprile 2026, utilizzando i servizi messi a disposizione sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione. I canali disponibili sono due.

Il primo è l’area riservata, accessibile con SPID, CIE o CNS e, per imprese e professionisti abilitati, anche con le credenziali dell’Agenzia delle Entrate: è la modalità più semplice, perché il sistema propone direttamente i carichi “definibili”, consentendo di selezionare cartelle e avvisi senza dover inserire manualmente tutti i riferimenti.

Il secondo è l’area pubblica, che può essere utilizzata anche senza autenticazione, ma richiede la compilazione del form con i dati identificativi del contribuente, l’indicazione manuale delle cartelle o degli avvisi di addebito INPS e l’allegazione del documento di riconoscimento in formato pdf; in questo caso è inoltre necessario indicare un indirizzo e-mail ordinario, non PEC, al quale saranno inviate le comunicazioni relative alla pratica.

Gli intermediari fiscali possono operare per conto dei propri assistiti tramite l’area riservata EquiPro. Prima dell’invio è consigliabile richiedere il prospetto informativo, utile per verificare i carichi che rientrano effettivamente nella definizione agevolata e per conoscere in anticipo l’importo dovuto.

Dopo la presentazione della domanda, il percorso varia a seconda del canale utilizzato:

  • in area riservata il contribuente riceve una e-mail di presa in carico con allegata la ricevuta di adesione;
  • in area pubblica, invece, la procedura prevede una prima e-mail con link da convalidare entro 72 ore, una seconda comunicazione di presa in carico e, se la documentazione risulta corretta, una terza e-mail con il link per scaricare entro 5 giorni la ricevuta di presentazione della domanda.

Proprio in considerazione della scadenza ravvicinata, è opportuno non attendere gli ultimi giorni di aprile, anche per evitare rallentamenti del portale che potrebbero compromettere l’invio nei termini.

Perché è utile richiedere il prospetto informativo

Prima di presentare la domanda può essere utile richiedere il prospetto informativo messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Il documento consente di verificare quali carichi rientrano effettivamente nella rottamazione quinquies e di conoscere in anticipo l’importo dovuto in misura agevolata.

È uno strumento utile per evitare errori nella selezione delle cartelle e valutare con maggiore consapevolezza la convenienza dell’adesione. Il prospetto, va ricordato, non sostituisce la domanda di adesione.

NOTA BENE. Entro il 30 giugno 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione renderà disponibile la Comunicazione delle somme dovute, documento essenziale per il perfezionamento della rottamazione quinquies. Attraverso questa comunicazione il contribuente conoscerà l’esito della domanda di adesione e riceverà il dettaglio degli importi da versare in misura agevolata, il piano di pagamento scelto — in un’unica soluzione oppure rateale — e i moduli necessari per effettuare i versamenti alle scadenze previste.

Quando si decade dalla rottamazione quinquies

L’adesione alla rottamazione quinquies produce effetti favorevoli solo a condizione che il contribuente rispetti con precisione le scadenze di pagamento previste nella Comunicazione delle somme dovute.

La decadenza si verifica infatti in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata oppure di una delle rate del piano scelto. In queste ipotesi vengono meno i benefici della definizione agevolata e quanto già versato resta acquisito a titolo di acconto sulle somme complessivamente dovute.

Il debito residuo torna quindi esigibile nella sua interezza, con il ripristino degli importi originariamente dovuti, comprensivi di sanzioni, interessi e altri accessori esclusi dalla rottamazione. Si tratta di un passaggio particolarmente delicato, perché la misura offre condizioni molto favorevoli in ingresso, ma richiede poi un rispetto rigoroso del calendario dei versamenti: proprio per questo, prima di scegliere il piano rateale, è opportuno valutarne attentamente la sostenibilità nel medio-lungo periodo.

Possibile riapertura della rottamazione quater: cosa cambierebbe

Sul piano politico resta inoltre aperta la discussione su una possibile riapertura della rottamazione quater per i contribuenti decaduti dai precedenti benefici. Si tratta, allo stato, di un’ipotesi ancora oggetto di valutazione e non di una misura già in vigore. Se dovesse arrivare un intervento normativo, cambierebbe soltanto la posizione di chi era già entrato nella quater e ne è poi uscito per mancato pagamento delle rate, mentre non verrebbero meno le regole e le scadenze della rottamazione quinquies già fissate dalla Legge di Bilancio 2026. In altri termini, per chi intende aderire alla quinquies resta fermo il termine del 30 aprile 2026, senza possibilità di fare affidamento, al momento, su eventuali correttivi ancora non approvati.

Le informazioni più importanti sulla rottamazione quinquies

La prima scadenza da non perdere, dunque, è quella di fine aprile 2026, termine entro il quale va trasmessa la domanda di adesione. Da quel momento il contribuente dovrà poi attendere la Comunicazione delle somme dovute e rispettare puntualmente il calendario dei versamenti per non perdere i benefici della definizione agevolata.

Di seguito una Tabella riepilogativa delle informazioni più importanti sulla nuova definizione agevolata prevista per il 2026.

Voce Sintesi
Domanda di adesione Solo online sul portale dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione
Termine per aderire 30 aprile 2026
Debiti interessati Carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
Cosa si paga Capitale, spese di notifica ed eventuali spese esecutive
Cosa non si paga Sanzioni, interessi di mora, interessi iscritti a ruolo, aggio e, per i crediti previdenziali, sanzioni civili
Comunicazione delle somme dovute Entro il 30 giugno 2026
Pagamento in unica soluzione 31 luglio 2026
Piano rateale Fino a 54 rate bimestrali in 9 anni
Prime tre rate 31 luglio 2026 - 30 settembre 2026 - 30 novembre 2026
Importo minimo rata 100 euro
Interessi sulla rateazione 3% annuo dal 1° agosto 2026
Decadenza In caso di pagamento omesso, insufficiente o tardivo
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