Salva banche e salva risparmiatori: operazione umanitaria per gli investitori deboli

Pubblicato il 09 dicembre 2015

Mentre Bruxelles propende per lasciare ai giudici il compito di decidere sulle responsabilità della vendita dei titoli, con eventuale imposizione di rimborsi da parte delle banche, il Governo italiano studia il piano per risarcire le fasce più deboli dei risparmiatori penalizzati dall'operazione di risoluzione dei quattro istituti di credito oggetto del decreto salva banche (Dlgs n. 180/2015). In conferenza stampa il ministro dell'Economia Padoan, dopo l'Ecofin, spiega che si tratta non di un rimborso, ma di un’ “operazione di natura umanitaria che riconosce lo stato di bisogno” degli investitori deboli, quelli che hanno redditi personali particolarmente bassi.

Restano in piedi le due ipotesi del fondo di solidarietà da 100 milioni (finanziato per un terzo con soldi pubblici e due terzi con risorse delle banche) e del credito d’imposta del 26% da scomputare dall’Irpef per recuperare le minusvalenze subite con le azioni e le obbligazioni che hanno perso valore.

L'Ecofin registra, intanto, un pallido accordo sulla Tobin tax. Una prima intesa fra 10 Stati prevede la tassazione sulle transazioni di azioni e derivati, non le obbligazioni, con imposizione su tutte le transazioni, comprese quelle di giornata. Ma è tutto da definire.

 

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